Il Tirreno

Prato

Il Credito cooperativo cerca la via del rilancio

Ma.La.
Una filiale della Bcc Area Pratese
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Una filiale della Bcc Area Pratese

Bilanci sofferti, i soci chiedono un'espansione degli sportelli

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 PRATO. Dodicimila cittadini l'hanno scelta come l'unica vera banca di Prato dove depositare il loro gruzzoletto. Tanto che qualcuno, come il sindaco di Carmignano Doriano Cirri, l'ha ricordato anche al presidente della Provincia Gestri, che aveva proposto un nuovo modello di banca locale pratese. Domenica 23 maggio, il Credito Cooperativo Area Pratese si accinge a rinnovare le cariche sociali che andranno a comporre il nuovo direttivo: sono tre le filiali a Prato della "banchina" come chiamavano la vecchia Cassa Rurale a Carmignano dov'è nata 98 anni fa.  Diciotto candidati che sgomitano per entrare nei 7 posti del cda, con il presidente uscente Fausto Lombardi che molto probabilmente riproporrà la sua candidatura.  E se i numeri messi in campo nell'ultima annata tremenda della crisi che ha decimato tante imprese artigiane (la fetta più consistente dei soci-finanziatori), sono di tutto rispetto (aumento dei soci passati da 980 a 1.050 su un bacino di 12mila clienti), un po' di batosta economica l'hanno avuta anche in casa Bcc. Parla chiaro infatti il bilancio 2009, archiviato con un utile di 2 milioni di euro, rispetto ai 3,41 milioni di euro dell'anno precedente reinvestiti sul territorio. «Pur in un quadro di difficoltà - spiega il vicedirettore Stefano Solenni - la banca ha fatto la sua parte garantendo sostegno dalla piccola impresa. Diversamente dalle grandi banche che puntano a obiettivi ambiziosi con budget prefissati, noi abbiamo cercato di mantenere un andamento lineare. Ricordiamoci poi che ormai in Toscana non abbiamo più una cassa di risparmio».  La crisi si è fatta sentire sotto un altro aspetto, quello degli utili derivanti dalle quote sociali. La minima è di 560 euro. «L'abbiamo sempre remunerata al 4%: quest'anno il livello è del 3%, in proporzione al numero delle quote».  Ma a qualcuno dei soci questo bilancio non va tanto giù. Come Alessandro Vannini, uno dei candidati in corsa per sedere nel cda. Di mestiere consulente commerciale, politicamente schierato con la Lega, dopo un trascorso nella lista civica "Giovani e Famiglia". «E' il peggior bilancio degli ultimi 10 anni. Praticamente siamo tornati agli stessi utili di un decennio fa. Capisco la crisi, capisco che la concessione di Fidi sia stata leggera, ma questo istituto di credito non dovrebbe più accontentarsi dell'unico bacino di clientela tra Prato sud, Poggio a Caiano e Carmignano. Visto che le liquidità non mancano - fa notare Vannini - bisognerebbe prendere in considerazione la possibilità di espandersi su altri territori, come Prato nord e Montemurlo, con l'apertura di nuove filiali».  Certo sullo stato di salute della Bcc Area Pratese ha pesato nell'ultimo anno la chiusura e il fallimento di storiche aziende come Grantessuto, tra i soci finanziatori di spicco della banca. Ma Vannini si è consultato con grandi nomi di industriali tessili interessati a un progetto di rilancio della banca, purché si guardi a una più capillare espansione sul territorio. «Eventuali progetti futuri - ricorda comunque il vicedirettore Solenni - dovranno essere determinati dal nuovo assetto societario della banca».

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