Finanza
Distrutto dal fuoco ora rischia di crollare
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Il capannone del mobilificio Euroclass che sta cadendo a pezzi Lo stabilimento dell'Euroclass in via Silvio Pellico è ormai solo un rudere
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MONTEMURLO.Un profilo annerito in piena zona industriale, tra l'Istituto d'Arte e il cantiere dal quale sorgerà la nuova sede della Misericordia di Oste. Un lungo capannone mangiato dal fuoco il cui tetto ricoperto d'eternit sembra adesso sull'orlo del collasso. E' il rudere dello stabilimento dell'Euroclass, il mobilificio che andò a fuoco in via Silvio Pellico a Oste nella notte tra il 17 e il 18 febbraio dello scorso anno. Un incendio che sviluppò fiamme improvvise e altissime, a causa soprattutto dei materiali altamente infiammabili presenti nel magazzino, e che tenne impegnate le squadre dei vigili del fuoco fino al pomeriggio del giorno seguente. Adesso che le fiamme sono solo un ricordo però, la strada senza uscita intitolata al patriota italiano rinchiuso allo Spielberg potrebbe sembrare solo l'ennesimo angolo della zona industriale. Una corte su cui s'affacciano un lanificio, una torcitura e pure qualche casa, con tanto d'orticello recintato alla meno peggio. L'ingresso del capannone andato a fuoco infatti si mimetizza con quelli confinanti e se non fosse per le vetrate infrante attraverso cui s'intravede il cielo, probabilmente non ci si accorgerebbe di niente. Perchè per rendersi conto davvero delle dimensioni e dello stato in cui vegeta l'edificio bisogna tornare su via Scarpettini, passare davanti al cantiere della nuova sede della Misericordia e scendere lungo via Aleramo. E' solo percorrendo questa strada che il capannone riesce a mettere in mostra la propria ondulata fragilità. Decine e decine di metri quadrati di tetto che piegano inesorabilmente verso terra portandosi dietro il proprio carico di eternit. Le fiamme che attaccarono la gommapiuma, la stoffa e il legno con cui venivano confezionati i mobili dell'Euroclass, aprirono nei muri anche una lunga ferita che nessuno ha mai provato a suturare. Adesso sembra solo questione di tempo, con tutto quello che un crollo potrebbe significare. L'edificio, all'epoca, venne posto sotto sequestro. La soluzione prevista in questi casi dovrebbe essere la demolizione. Non se ne è saputo più nulla. A.P.
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