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Prato

Sarebbe di 31.000 euro. Sfilza di richieste di condono fiscale

Un testimone ridimensiona la presunta evasione della Sasch

La sede della Sasch
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La sede della Sasch

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 PRATO. Ammonterebbe a soli 31.000 euro la presunta evasione della Sasch realizzata dall'azienda di abbigliamento con l'utilizzo di una società thailandese che si occupava di acquistare le materie prime sul mercato locale per poi rivenderle all'azienda del sindaco Cenni. La circostanza è emersa ieri nel corso della testimonianza di Giuseppe Franco, funzionario dell'Agenzia delle entrate, al processo nei confronti di Antonio Rosati, presidente del cda. Franco si occupò dell'"accertamento per adesione" chiesto dalla Sasch per l'anno fiscale 2002 (dal 1997 al 2001 l'azienda aveva sempre presentato domanda di condono fiscale). La Procura contesta un'evasione molto più corposa. Il funzionario ha chiarito che presentando la domanda di condono si evitava che gli accertamenti venissero estesi ai due anni successivi.

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