Il Tirreno

Prato

Provincia, Gestri tira diritto

Giovanni Ciattini
Il direttore generale Giancarlo Cecchi A destra il presidente Lamberto Gestri
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Il direttore generale Giancarlo Cecchi A destra il presidente Lamberto Gestri

Direttore generale: parte dello stipendio legata ai risultati

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PRATO. Una tempesta in un bicchier d'acqua. A giudicare della soluzione adottata dal presidente della Provincia Lamberto Gestri per chiudere il caso Melighetti, o direttore generale (dipende dai punti di vista) verrebbe da credere che sia stato proprio così. Perché ieri il presidente Lamberto Gestri, al termine di una seduta di giunta interminabile, ha leggermente corretto il tiro sull'ammontare dello stipendio del nuovo direttore generale, senza però spostare di una virgola la sua convinzione nella bontà dell'operazione che alla fine ha portato alla rinuncia dell'assessore dissidente, Gabriella Melighetti.  «Si è alzato un polverone incomprensibile sulla nomina del direttore generale - ripete ancora una volta Gestri - perché i punti da tenere presenti sono essenzialmente tre. La Provincia sta vivendo un momento delicatissimo dal punto di vista del bilancio: le entrate nel 2009 sono diminuite del 25%. Abbiamo dovuto rinunciare a 3 milioni e 800mila euro. Occorre quindi rimettere mano a tutte le voci del bilancio per razionalizzare le spese. Grazie al nuovo segretario generale, al direttore generale e alla giunta, che sta lavorando molto bene, cercheremo di dare le risposte che i cittadini, le associazioni e gli enti ci richiedono». Questo il punto di partenza: e gli altri? «Giancarlo Cecchi è in possesso di tutti i requisiti per ricoprire l'incarico - assicura Gestri - i pareri legali che lui ha fornito costituiscono soltanto un di più che lui ha voluto per essere maggiormente tranquillo, anche perché, in verità, aveva anche altre richieste». E la terza questione? «C'è stato un equivoco sullo stipendio - risponde il presidente Gestri - Cecchi percepirà 119.500 euro come compenso loro, con ulteriori 30mila euro di indennità da risultato. Un compenso in linea con quello di molti altri direttori generali di province e comuni italiani. Ricordo comunque che si tratta di un incarico a termine, biennale. In questo periodo Cecchi è chiamato a dimostrare a me e alla giunta che le risorse che impegniamo sono utili ai cittadini». La cifra iscritta in bilancio, come uscita, resta comunque di 205mila euro (oneri compresi)...«Ritengo che questa somma vada letta come un piccolo investimento all'interno di un bilancio di 46 milioni di euro che siamo convinti produrrà i suoi frutti».  Insomma, presidente, l'assessore Melighetti si è giocata il posto, l'opposizione chiama in causa la Procura della Corte dei conti, il Pd ha chiesto una riflessione, e alla fine il risultato è soltanto l'esatta lettura della voce in bilancio (sembra che la questione del premio di 30mila euro a risultato fosse già prevista in origine, ndr)? «La scelta del direttore generale la difendo fino in fondo. Se è una colpa me ne assumo tutta la responsabilità. Purtroppo dobbiamo ottimizzare le risorse e ridurre i costi fissi di gestione: il suo compito sarà questo. Non ci sarà, e per questo mi impegno, danno o svantaggio economico per i dipendenti».  Valeva la pena disarcionare l''assessore al bilancio Melighetti? «Non ha creduto nel progetto di rinnovamento e di riorganizzazione dell'ente, nella riduzione della burocrazia e nella revisione dei regolamenti». Le sue deleghe, Personale e Bilancio, a chi andranno? «Per il momento resteranno a me, poi vedremo».

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