Lutto
Offese la Finanza, condannato Biagioli
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Arnolfo Biagioli Insulti al maresciallo: «Facevi il cagnolino, ora fai il Rambo»
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PRATO. Non è bastato leggere in aula una lettera di scuse. Arnolfo Biagioli, 85 anni, titolare delle Industrie Biagioli spa, è stato condannato a tre mesi di reclusione (convertiti in multa pecuniaria) per aver offeso un maresciallo della guardia di finanza durante una perquisizione nella sua villa e nella sede dell'azienda. E' la storia di cui il Tribunale si è dovuto occupare già lunedì nel corso di un altro processo, quello scaturito dalla denuncia di Silvia Biagioli nei confronti del padre Arnolfo, accusato di averla estromessa con la forza da un'assemblea sociale. Durante la perquisizione, avvenuta il 14 febbraio 2007, l'industriale si lasciò andare a qualche intemperanza nei confronti dei finanzieri che stavano cercando le azioni intestate alla figlia (poi trovate nella villa di via del Pratello, a Calenzano). In particolare, è stato riferito in aula, rivolgendosi al maresciallo Riccardo Innocenti avrebbe detto: «Hai fatto il cagnolino e ora fai il rambo». E ancora: «C'è più finanzieri che industriali in galera». Il sottufficiale decise che era stato passato il segno e depositò una querela contro Biagioli, che ha dato origine al processo. L'industriale doveva rispondere anche dell'accusa di calunnia, per non aver firmato il verbale di perquisizione sostenendo che non era stato avvertito che poteva farsi assistere da un avvocato. Il pubblico ministero Gianrica Castellacci ha chiesto una condanna a due anni, mentre il difensore Giannetto Guarducci ha ricordato che Biagioli aveva offerto mille euro per transare (offerta respinta sia dal finanziere che dal gup) e ha letto una lettera di Biagioli a Innocenti del 14 febbraio 2009 in cui l'industriale si scusava col maresciallo se si era sentito offeso. «Non era arrabbiato con la Finanza - ha concluso l'avvocato - Era arrabbiato con la figlia che gli aveva mandato la Finanza a casa». Un'arrabbiatura che è costata una condanna a tre mesi, convertita in una multa di 3.420 euro. Biagioli invece è stato assolto dall'accusa di calunnia. P.N.
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