La manifestazione
LETTERE E INTERVENTI
Alessandro Assirelli
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LA POLEMICA Gestri ha sbagliato dovrebbe ritirarsi Da elettore del Pd glielo suggerisco io a Gestri cosa deve fare. E' dignitoso per tutti che si ritiri, ce la possiamo cavare, sicuramente meglio, anche senza di lui. Ritengo che davvero il presidente Gestri ci abbia cacciati in una situazione senza ritorno e senza futuro. Io voglio continuare a sperare che per i prossimi 4 anni la Provincia possa avere l'Amministrazione che noi cittadini ed elettori anche cattolici ci meritiamo. Abbiamo due esempi davanti: il modo autoritario di Gestri di condurre l'amministrazione e la trasparenza e coerenza dell'Assessore Melighetti. Per quanto ovvio io scelgo trasparenza e coerenza, il nome ce lo metta pure il Partito che vorrei riuscire a continuare a votare. Un partito che si dice Democratico, non deve aver paura della verità e della trasparenza, è l'unico modo per continuare ad avere e far crescere davvero un rapporto fiduciario e credibile con l'elettorato. La soluzione a questo "capolavoro" come qualcuno l'ha chiamato c'è: si chiama "dimissioni del presidente Gestri". Un elettore del Partito Democratico Filippo Barni CINESI E LEGALITA' Adesso in tanti seguono le nostre indicazioni Paghiamo sulla nostra pelle la totale mancanza di una programmazione sul distretto, che viene da lontano e che ha responsabilità ben precise. Fa piacere sentire il nuovo presidente della Regione assumersi le responsabilità politiche che il suo predecessore non si è mai sognato di assumersi: per non parlare di Mattei, sindaco nei 10 anni che hanno decretato lo sfascio del tessuto socio economico della città. Il comitato di via Pistoiese Macrolotto Zero negli ultimi 20 anni e Prato Libera&Sicura hanno presentato una serie di proposte: moratoria sui mutui; accesso al credito facilitato per le Pmi, gli artigiani e contoterzisti; revisione dei parametri di Basilea 2; registrazione del marchio Born in Prato Italy; Marchio Made in Italy da concedere solo alle aziende che hanno fatto tutte le fasi della lavorazione in Italia; lotta all'illegalità economica, allo sfruttamento della manodopera clandestina, al distretto parallelo, all'evasione fiscale e al degrado urbano. Per quanto concerne l'integrazione lavorativa con il distretto cinese, prima si deve procedere alla "legalizzazione" delle aziende, ma siamo d'accordo che la strada va percorsa. Un cammino d'integrazione passa, prima di tutto, attraverso la deghettizzazione del macrolotto zero, attraverso un piano di recupero urbanistico di ampio respiro. Tutto questo vediamo che viene riproposto anche dal nuovo presidente Rossi e da altri soggetti politici e non: a noi fa solo piacere, basterebbe che si realizzassero le nostre proposte, ma vorremmo che qualcuno desse a Cesare ciò che è di Cesare. Prato Libera&Sicura Comitato di via Pistoiese Macrolotto Zero CENTRO STORICO Il degrado continua tra sprechi e disattenzioni Con sorpresa e sconcerto apprendo la preoccupazione, fino a ieri sconosciuta, in merito alla presenza d'ingombranti baracconi attorno ai nostri monumenti. Da tanti anni denuncio la puntuale presenza, in prossimità delle feste natalizie, di un carrozzone per la vendita di croccanti e brigidini autorizzato a sostare accanto al monumento ai Caduti in Piazza delle Carceri, ma l'indifferenza e l'arroganza del potere ignoravano sistematicamente la segnalazione. Anche la vergognosa presenza in Piazza del Pesce di banchetti con cianfrusaglie è stata spesso segnalata, finché il Comune se ne rese conto e spostò in Piazza Mercatale quegli ambulanti, ma chi pensava a una tardiva consapevolezza di valorizzare la caratteristica piazzetta e le trecentesche colonnine si sbagliava: tolte le cianfrusaglie si sono piazzate immediatamente un decina di auto che suscitano una domanda: prima dove le mettevano? A più riprese avevo suggerito l'istituzione di un assessore al decoro e all'estetica che poteva denunciare il degrado, soprattutto del centro storico. Ma il degrado ha continuato la sua corsa fino all'odierna situazione forse irreversibile. Molti bottegai urlano pretendendo favori e lasciapassare, non per il bene di Prato ma soltanto per la loro cassa. Un esempio illuminante si può vedere in via S. Giorgio: dopo anni di proteste il Comune decise di salvaguardare il marciapiede, percorso dai passeggini e da invalidi in carrozzella che si servono dei servizi sanitari presenti nella strada. Certamente collocare i pioli metallici avrà avuto un costo, ma i cittadini non rimpiangevano quell'uso dei propri soldi. Invito a percorrere la strada per accorgersi che lentamente sono stati rimossi i paletti per consentire alle auto dei clienti di sostare davanti al negozio, alla faccia della solidarietà e della maturità civile! E che dire di quella follia che la Provincia mise in atto alcuni anno orsono, con la posa di alcune borchiette in ottone violentando antiche pietre cittadine sparse per le vie e completando lo scempio con l'aggiunta a ogni angolo di strada di una listella di marmo e una freccia indicante un percorso, spesso sbagliato. Eppure avevano speso allegramente soldi pubblici (si parlò di oltre 450 milioni di lire) per deturpare il centro storico, ma nessuno protestò! Speriamo che ora all'oculatezza si aggiunga il buonsenso prima di intervenire.
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