Il Tirreno

Prato

Una mostra sul tessile del futuro Comune e Giovani industriali al lavoro

Maria Lardara
Una mostra sul tessile del futuro Comune e Giovani industriali al lavoro

E' una mostra che cammina con gambe proprie, metaforicamente parlando. Tessuti speciali che dal 2006 viaggiano tra Lille, Istanbul, Bangkok, Casablanca e Atlanta. Prato sarà una delle nuove tappe di questa esposizione itinerante.

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PRATO. E' una mostra che cammina con gambe proprie, metaforicamente parlando. Tessuti speciali che dal 2006 viaggiano tra Lille, Istanbul, Bangkok, Casablanca e Atlanta. Prato sarà una delle nuove tappe di questa esposizione itinerante.

Prossimamente, a cavallo tra il 2011 e il 2012, dando così tutto il tempo agli operatori di tessere le fila di "Futurotextiles", come si chiama la manifestazione targata Acte (l'organismo che raggruppa oltre 70 comunità tessili del vecchio continente), di cui il Comune di Prato è membro.

Non la classica fiera dove vanno in porto ordini e affari, ma una vetrina della filiera a valle all'interno della quale il tessile si declina in tante applicazioni tecnologiche e va a braccetto con scienza e tecnologia. Aperta agli operatori del settore, naturalmente. E dunque con un ritorno economico che potrebbe muovere un discreto indotto sul territorio.

L'intuizione di portare a Prato, presumibilmente nella cornice del Museo del Tessuto, "Futurotextiles" è dell'assessore Giorgio Silli, nella sua veste di assessore comunale ai rapporti con l'Ue e segretario esecutivo di Acte (che darà il suo patrocinio alla mostra). E Lorenzo Guazzini, presidente dei Giovani Industriali l'ha subito sposata, dopo che l'assessore ha illustrato il progetto durante una riunione del consiglio direttivo. «Il messaggio - spiega Silli - è che il futuro del tessile sarà possibile in un'ottica di riconversione del distretto. Oggi ci sono tanti telai fermi a Prato. Si può immaginare per questi un impiego diverso da quello della lavorazione della lana? L'obiettivo di tale iniziativa è proprio quello di offrire spunti di riflessione sulle frontiere di trasformazione di tale distretto. Ci stiamo lavorando per mettere in piedi la macchina organizzativa: fermo restando che i costi saranno minimi, il Museo del Tessuto potrebbe essere la location più adatta».

Anche perché Prato non ha certo un suo quartiere fieristico per eventi espositivi, una volta tramontata la prospettiva di un polo nell'ex Banci. In casa giovani industriali nel frattempo si plaude all'idea di Silli. «L'abbiamo invitato a una nostra riunione per spiegarci il progetto. E c'è sembrato che la mostra - fa notare il presidente Guazzini - rappresenta un'occasione stimolante per parlare di Prato nel mondo, portare spunti e nuove idee, con un occhio di riguardo per i giovani.

Del resto quella che sta attraversando il nostro distretto è una crisi di idee. Per questo ci piace la proposta che la mostra privilegi i materiali speciali, andando oltre le classiche realizzazioni della giacchetta e dei pantaloni. Aggiungiamoci che l'evento richiamerà tanti operatori del settore, pur senza avere un risvolto commerciale. Per questo - conclude Guazzini - come Giovani Industriali ci siamo prestati per sostenere questo progetto».

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