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Vetro e cemento, 5 milioni per la nuova Misericordia

Vetro e cemento, 5 milioni per la nuova Misericordia

Come "riqualificare" il territorio senza costruire abitazioni al posto dei capanoni in disuso? Si può fare. Se andate in via Galcianese, dopo aver passato il cimitero, lo sfasciacarrozze e il campetto di calcio, ecco il "Palazzo di vetro", ovvero la nuovissima sede della Misericordia di Prato, chiamato così per la consistente presenza di superficie vetrate.

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PRATO. Come "riqualificare" il territorio senza costruire abitazioni al posto dei capanoni in disuso? Si può fare. Se andate in via Galcianese, dopo aver passato il cimitero, lo sfasciacarrozze e il campetto di calcio, ecco il "Palazzo di vetro", ovvero la nuovissima sede della Misericordia di Prato, chiamato così per la consistente presenza di superficie vetrate.

In tutto sono 5.000 mq coperti e altrettanti fra verde e lastricato, costata oltre 5 milioni e mezzo di euro, laddove c'era fino al 2006, la sede dell'Asm, a sua volta subentrata 50 anni prima alla ditta della famiglia Pastorino, impegnata nella cernita, stavolta a mano, dei rifiuti. Mancano solo le rifiniture, ma al massimo entro luglio, da qui cominceranno ad uscire le prime ambulanze della Arciconfranternita, fondata nel 1588, con 50 mila soci e 35 dipendenti in sede centrale ai quali si aggiungono un'altra settantina, fra volontari e addetti ai vari servizi e attività.

Si trasferiranno qui anche il Gruppo Fratres, Protezione civile, Centro antiusura, Consultorio famigliare, pronto soccorso odontoiatrico festivo, servizio iniettivo, telesoccorso e servizi funebri, rimessa automezzi, ma non il Gruppo femminile, il Centro di aiuto alla vita e le Cappelle del Commiato. Questi ultimi infatti resteranno in centro, mentre l'attuale sede di via del Seminario è stata venduta alla Provincia, in cambio dell'ex sede dell'Asmiu e a un conguaglio di 1.100 mila euro. Ma iniziamo la visità del "Palazzo di vetro" guidati dal progettista l'architetto Luigi Zola, con la collaborazione dei colleghi Paola Foggia e Giuseppe Basile, mentre la ditta costruttrice è la "Baldassini-Pontello-Tognozzi" e per le pareti vetrate la padovana "Intercom". Prima però, per rimarcare la trasparenza della procedure di aggiudicazione, sia per la progettazione, che per la costruzione, come ribadito dall'avvocato Mauro Giovannelli, Preposto dell'Arciconfraternita in quel periodo, sarà bene ricordare che per entrambe sono state bandite gare, con la partecipazione di oltre 20 studi professionali dell'area pratese, con progetti esaminati da una commissione di esperti. Riguardo alle risorse per coprire i 5,5 milioni di euro, Giovannelli precisa che ben 600 mila euro sono arrivati dalle Fondazioni CariPrato e Monte dei Paschi, mentre da sempre arrivano donazioni e lasciti testamentari, così come arrivano altri soldi dalle molteplici attivita, per esempio, dai servizi funebri e dal vicinissimo cimitero, così come dai servizi sociali svolti dai volontari, in convenzione con la Asl.

E proprio per gli insostituibili volontari ci sono finalmente spazi adeguati nella nuova struttura, con appositi servizi, oltre a due dormitori, una sala polivalente con 99 posti e un bar-tavola calda con affaccio anche su via Galcianese. La nuova struttura è stata realizzata, in parte rimodellando gli edifici già esistenti, con interventi non invasivi per non alterare il disegno preesistente, grazie sopratutto all'impiego di nuovi materiali, spesso trasparenti.

La parte nuova invece riguarda il grande piazzale interno, dove è stata realizzata una struttura a croce di vetro e cemento, che collega gli edici laterali, con al centro la cappella votiva, non consacrata, con le pareti di cristallo lavorato dall'artista Enrico Savelli, che ha scolpito anche il blocco di marmo carrarino posto al centro. «Entro luglio saremo operativi, ma l'inaugurazione ufficiale sarà in autunno, quando tutti soci saranno invitata» conclude l'attuale preposto, dottor Luigi Biancalani, pronto a dare l'apporto della Arciconfraternita, mettendo a disposizione i propri terreni, per completare la riqualificazione di quest'area, situata al confine della Chinatown, ma ancora "recuperabile".

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