Sicurezza
Asl, troppi ricoveri, ok i cesarei
Angelarosa Pinto
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Una sala operatoria Lospedale pratese è al primo posto in Toscana per il minor numero di parti cesarei La ricerca della Scuola S. Anna di Pisa. Sanità a luci e ombre
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PRATO. 14.88%. E' la percentuale dei cesarei effettuati in un anno nell'azienda ospedaliera di Prato. E' il migliore di tutta la regione. Esso rappresenta un'eccellenza. E non è una cosa da poco se si tiene conto che questo è uno degli indicatori di qualità adottati dal ministero della Salute. Uno dei parametri, cioè, con cui si cerca di capire qual è lo stato di salute del sistema sanitario nazionale, la qualità e l'adeguatezza. Il lavoro, effettuato dalla Scuola Sant'Anna di Pisa, fa riferimento agli anni 2007-2008 ed è sia a livello regionale sia a livello della singola azienda sanitaria o ospedale. La regione Toscana, in un quadro nazionale che si caratterizza per l'eterna divisione nord-sud, rappresenta un punto di riferimento, con la presenza quasi costante nel primo quintile (i risultati infatti sono stati suddivisi in cinque fasce che prendono questo nome: il primo quintile indica un ottimo risultato, il quinto uno pessimo). Ma ciò che emerge dall'indagine è che, anche all'interno di ogni singola regione, vi sono delle estreme differenze. E la Toscana non fa eccezione. Così si scopre che, sebbene i suoi risultati siano quasi sempre più buoni rispetto alla media nazionale, Prato non è certamente una delle aziende sanitarie locali migliori. Qualche esempio. E' la terza azienda per l'elevato numero di ricoveri, peggio di lei solo Massa Carrara e Siena, e un numero elevato di ricoveri indica che c'è qualche problema nell'attivazione di servizi territoriali, quindi nella prevenzione e nell'utilizzo dei medici di base. Problema simile per la cura dei calcoli alla colecisti con metodologie più moderne e meno invasive rispetto all'operazione che rappresenta solo il 32% delle operazioni totali. Un dato nettamente superiore a quello nazionale, ma comunque basso per gli standard regionali che relega Prato al 12º posto in classifica, su 16 aziende prese in considerazione. Ma non sempre è tutto così negativo. Oltre che per la bassissima percentuale di cesarei, Prato rappresenta un'eccellenza anche per l'altissima percentuale (94.59%) di prestazioni chirurgiche erogate in giornata o al massimo con un ricovero di un giorno. Dato molto importante se si tiene conto che un ricovero più lungo e inappropriato rappresenta uno spreco di risorse. Una sanità fatta di luce e ombre, dunque, quella pratese. Quest'ultime rappresentate soprattutto da due casi che, secondo questo studio, rappresentano le negatività dell'azienda ospedaliera. Si tratta della percentuale, superiore a quella nazionale ma inferiore a quella regionale, dei ricoveri medici ripetuti entro trenta giorni (5.62%) e dell'indicatore che misura rispetto alla media nazionale i giorni di ricovero in meno (elevata efficienza) o in più (inefficienza) erogati per la stessa tipologia di caso. Secondo a quanto emerge dai dati, Prato avrebbe accusato un netto peggioramento tra il 2007 e il 2008, passando da un -0.28 a un + 0.29.
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