Proteste
Una classe in più per le elementari
Letizia Magnolfi
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La scuola Bartolini di Vaiano Il direttore dell'istituto Bartolini: «Spuntarla non è stato facile»
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VAIANO. Nel primo incontro dell'amministrazione comunale con i cittadini che si è svolto giovedì scorso si è parlato dello stato di salute della scuola, e delle possibili conseguenze derivanti le scelte attuate dal ministro Gelmini, primo fra tutti i tagli graduali che si concretizzeranno in una riduzione di personale, sia dei docenti che del personale ausiliare, i bidelli. «La scuola di Vaiano gode ancora di una buona salute», - ha sottolineato con convinzione Susi Ostarello, che si occupa di portate avanti progetti integrativi al tradizionale insegnamento per tutto il plesso scolastico - «in particolare, a confronto con altre realtà dell'Italia che io stessa ho sottomano, posso dire che qui i ragazzi vivono ancora in un'isola felice, dove la scuola è ad alti livelli di qualità». Carlo Lombardi, direttore dell'Istituto Comprensivo Bartolini, è poi entrato nel merito del discorso, spiegando qual è la situazione attuale della scuola in Val di Bisenzio: «il dato più rilevante per quanto riguarda Vaiano e che in mezzo alle difficoltà siamo riusciti ad ottenere una classe in più alle elementari, un dato che va in controtendenza anche con quello di Prato, dove le classi sono formate da più di 20 alunni», ha commentato Lombardi. Che aggiunge: «un merito, come istituto, lo dobbiamo dare all'amministrazione comunale, perché grazie alla collaborazione dei ragazzi del servizio civile, siamo riusciti a portare avanti i progetti del laboratorio per le classi a tempo pieno». Per ora sembra che la situazione della Val di Bisenzio sia molto più rosea rispetto invece ad altre realtà, anche se per il futuro nessuno garantisce nulla: un dato negativo da registrare, per esempio, è che nel plesso di Migliana una sezione è stata tolta, conformemente al taglio di 44 sezioni avvenute in tutta la Toscana. Molto dure sono state le parole del sindaco Marchi, che ha definito "drammatica" la situazione della scuola italiana: «la riforma Gelmini, con i suoi tagli certo non aiuta a curare lo stato di salute già precario della nostra scuola. La scuola ha diritto alla qualità e i nostri ragazzi hanno diritto ad una scuola di qualità che li aiuti ad apprendere e a crescere, perché in un momento di crisi non si taglia sulla formazione e sul futuro, ma anzi si raddoppia. La scuola non è una spesa, è un investimento sul futuro. E una pessima scuola può creare solo un pessimo futuro».
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