Sicurezza
Non sempre chi inquina paga
Giovanni Ciattini
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Piccoli proprietari immobiliari contro la Tia Ricorso al Tar dell'Uppi contro il nuovo regolamento
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PRATO. I proprietari di immobili non hanno gradito le modifiche apportate dal consiglio comunale al regolamento per l'applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani. La Tia, per intenderci. Il regolamento, approvato il 30 marzo scorso, introduce infatti delle norme che tendono ad "assolvere" dal pagamento gli inquilini. E' in particolare l'articolo 4 del regolamento contro il quale l'Unione piccoli proprietari immobiliari di Prato, presidente Riccardo Attilio Landini, e la signora Marisa Gori De Filomeno (un caso pilota), si scagliano. Nell'articolo 4 vengono infatti individuati come soggetti obbligati al pagamento della Tia i proprietari degli immobili «nel caso di affitto di abitazione per breve periodo che si esaurisce prima del termine di 24 mesi, o nel caso di durata inferiore a 24 mesi», nonché in caso di «conduzione di immobili quale a titolo diverso dall'affitto, quale a titolo esemplificativo e non esaustivo, il comodato gratuito, la concessione d'uso, l'usufrutto». Attraverso gli avvocati Cino Benelli e Annamaria Chiappinelli, l'Uppi e la signora Gori De Filomeno hanno presentato quindi un ricorso al Tar della Toscana per chiedere l'annullamento, previa la sospensione dell'efficacia, di tutti gli atti relativi alla Tia approvati nel corso dell'anno: il regolamento approvato lo scorso 30 marzo, i pareri delle commissioni consiliari, la delibera 181 del 29 aprile 2010 della giunta comunale con la quale si approvavano le aliquote 2010, la delibera 36 del 29 aprile 2010 del consiglio comunale con cui veniva approvato il piano finanziario di Asm. Il ricorso elaborato dagli avvocati Benelli e Chiappinelli espone diverse motivazioni ma la principale, e la più evidente agli occhi di tutti, è che il nuovo regolamento, all'articolo 4, chiama in causa non chi occupa gli immobili, e che quindi produce materialmente i rifiuti che rappresentano un costo per Asm da smaltire, ma il proprietario dell'immobile. «Viene meno il diritto comunitario - viene detto - che sancisce il principio che "chi inquina paga". Principio finalizzato a ripartire equamente i costi legati all'inquinamento ambientale, dovendo gli stessi essere imputati a coloro che sono effettivamente responsabili». Una tesi contraddetta dall'articolo 4 del regolamento comunale di Prato secondo il quale chi produce rifiuti, occupando in affitto una casa per un periodo inferiore ai due anni, non sarebbe tenuto a pagare la Tia. La ragione dell'introduzione di questo articolo, comunque, è abbastanza chiara: il Comune e Asm vogliono cautelarsi dalla miriade di casi di Tia non pagata da inquilini, italiani o extracomunitari, che spariscono improvvisamente dalla circolazione. Mentre i proprietari non scappano. Non fuggono ma neanche ci stanno ad essere presi come capri espiatori. Ecco quindi che, tra le altre motivazioni del ricorso, contestano la mancata concertazione con le categorie, l'effetto retroattivo (si parte dal 1 gennaio 2010, mentre la legge prevede l'entrata in vigore nell'anno successivo), l'assenza di motivazione, l'aumento illegittimo.
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