Sicurezza
La ritorcitura sente aria di ripresa
◗
Luca Scorretti con le rocche di filato nella sua ritorcitura Grazia «Ho fatto sacrifici senza svendermi puntando sui clienti storici»
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Da qualche mese il terribile 2009 se l'è lasciato alle spalle e Luca Scorretti, quando ci ripensa, usa la parola "sconforto" per descrivere la situazione dell'anno ormai passato. Poi sorride il titolare della ritorcitura Grazia di Montemurlo. E con un filo d'ironia, confessa: «Per ora ce l'abbiamo fatta. Per ora, certo. C'è sempre chi sta peggio di noi». Da lui passano le rocche di filato che finiscono in macchina per la lavorazione dei fili ritorti. «L'anno scorso di questi tempi eravamo fermi. Adesso la gente è tornata a fare campionature. Nell'aria c'è un sentore di miglioramento e ottimismo. Gli auspici per il 2010 sono migliori del 2009». Ora forse Luca non starebbe a fare questi ragionamenti se la tempesta dell'anno prima lo avesse travolto. «L'impatto con la crisi è stato "soft". Certo - fa notare Scorretti - ho chiuso il bilancio 2009 con una leggera perdita del 15%, ma non mi lamento e voglio guardare avanti. E soprattutto puntare sulla fidelizzazione dei clienti storici, i lanifici "boni". Anche loro sono in difficoltà. Paradossalmente, se finora me la sono cavata è perché con i clienti ho cercato di negoziare il prezzo, ma senza mai al di sotto di una soglia minima. È dura mantenere questa linea, anche perché nella mediazione si perde sempre una quota di fatturato, ma alla lunga a ripagare è la qualità del servizio». Committenti e terzisti, tutti insomma sulla stessa barca quando il piatto piange. Ma questo talvolta può addolcire i rapporti fra le due categorie. «Devo dire la verità: ci siamo aiutati a vicenda e venuti tante volte incontro - confessa l'artigiano - altrimenti a dettare solo condizioni non c'era verso di lavorare». M.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
