Il Tirreno

Prato

IL CASO

G.C.

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 PRATO. Per comprendere se e quanto sia drammatica la situazione economica della famiglia P. basta diventare "amici" su Facebook del sindaco Roberto Cenni. In una lettera di risposta alla signora P. (il cognome su Facebook è scritto per esteso), che chiedeva di poter trovare un lavoro per tirare avanti la famiglia, il sindaco Cenni infatti non lesina particolari sulla rete di assistenza sociale di cui già usufruisce la donna. Secondo Edda Giuberti, presidente regionale dell'associazione Noi Consumatori (che fa capo al movimento politico di destra Forza Popolare di cui la Giuberti è coordinatrice provinciale), il sindaco Cenni ci è andato giù duro. «Non si può violare la privacy di una famiglia già così fragile esponendo su internet un'infinità di informazioni. La trasparenza della pubblica amministrazione è un conto, l'ingerenza nella vita privata delle persone è un altro. Abbiamo già affidato la lettera ai nostri legali per chiedere il risarcimento danni».  Ma che cosa c'era scritto? Eccone uno stralcio: «Gentile signora P., le rispondo che purtroppo l'amministrazione non è l'ufficio di collocamento - visto che mi aveva scritto di trovarle un lavoro. Anche alla luce delle contenute risorse a disposizione dell'assessorato alle Politiche sociale, risulta dagli atti che il suo nucleo familiare, composto da lei, suo marito e 4 figli minori, è seguito dai servizi sociali da almeno 10 anni circa. Vivete in una casa di proprietà. Lei ha percepito per ogni figlio l'assegno di maternità e ogni anno avete avuto il contributo per famiglia numerosa (per l'anno 2010 non risulta ancora essere stata presentata la domanda, si tratta di circa 1600 euro). La domanda deve essere presentata su vostra iniziativa. Lei ha avuto in passato 4 tessere Caritas, ma solo in una occasione ha sfruttato i punti al massimo. Nel corso del 2009 sono stati erogati contributi economici a sostegno della vostra famiglia per 1050 euro, e già all'inizio di maggio risulta stato proposto un nuovo contributo, non ancora riscosso, per 500 euro». Detto tutto? No, c'è dell'altro. «I figli in età scolare sono stati inseriti nelle strutture scolastiche a costo zero, sia come retta della mensa sia come trasporto».  La coordinatrice di Forza Popolare Giuberti replica così: «La famiglia P. vive con 4 figli minori a carico con 300 euro al mese (frutto di un impiego part-time grazie ad un progetto Fil del capofamiglia retribuito 18 euro al giorno liquidati dopo 90 giorni), risorse completamente insufficienti per le normali esigenze di vita della famiglia composta da sei persone. Non è certo l'intervento della Caritas che possa essere determinante nell'affrontare problematiche di questo tempo». E la casa di proprietà? «C'è chi l'ha persa a causa dell'indebitamento necessario alla sopravvivenza» risponde Giuberti. Quasi a dire: il sindaco sarebbe stato più contento se la famiglia P. fosse stata anche senza casa?

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