Il dolore
Frutta e verdura a chilometri zero in "Via del Campo"
Angelarosa Pinto
C'è un grande ciliegio dipinto a mano su una delle pareti di "Via del Campo", lo spaccio ortofrutticolo inaugurato venerdì pomeriggio, in Corso Savonarola, all'angolo con piazza Cardinale Niccolo
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PRATO. C'è un grande ciliegio dipinto a mano su una delle pareti di "Via del Campo", lo spaccio ortofrutticolo inaugurato venerdì pomeriggio, in Corso Savonarola, all'angolo con piazza Cardinale Nic colò.
E un grande ciliegio, questa volta vero, c'è anche all'ingresso degli orti di San Niccolò. Potrebbe essere una coincidenza, ma così non è. È proprio da quegli orti, infatti, che provengono i prodotti che saranno venduti allo spaccio e a occuparsene sono le stesse persone, o per meglio dire, la stessa cooperativa, la prima cooperativa sociale agricola di tipo B nata a Prato: si tratta di "Via del Campo". E il riferimento a De André non è per nulla casuale. «Lui nelle sue canzoni cita sempre gli ultimi», spiega Piero Sambrotta, presidente dell'associazione di promozione sociale Nuove Idee, da cui è nato il progetto. Negli orti di San Niccolò lavorano persone con disagio psichico e sociale, in particolare ad occuparsi dello spaccio, oltre ai volontari, saranno un detenuto del carcere della Dogaia e altri ragazzi con disagi psichici. «L'obiettivo è quello di offrire un'opportunità lavorativa a dei ragazzi problematici, favorendone l'integrazione sociale», afferma Francesca Drovandi, presidentessa della cooperativa. Un'iniziativa, questa, che ha suscitato il plauso anche delle istituzioni cittadine. Il vicesindaco Goffredo Borchi sottolinea come «in iniziative simili si ritrovi lo spirito pratese del non mollare mai».
«E' questa la Prato che ci piace - continua Borchi - quella attenta ai più deboli». Parere positivo è stato espresso anche da Stefano Arrighini, assessore provinciale all'agricoltura «per me questo è un sogno che diventa realtà. Questo progetto cambia la qualità delle relazioni non solo per chi lo vive dall'interno ma anche per chi ci si avvicina». Il direttore generale dell'azienda Asl 4, Bruno Cravedi, sottolinea l'importanza che queste iniziative hanno per i soggetti con difficoltà per tornare ad essere protagonisti della loro vita. «L'augurio - afferma Cravedi - è che questa semina si estenda sempre di più».
Fave, ravanelli, ciliegie e tra un po' anche pomodori e fagiolini (che i ragazzi stanno seminando) dal sapore decisamente speciale. Essi, infatti, non solo rientrano a pieno titolo in quella che è stata definita "vendita a Km zero" e quindi sono particolarmente rispettosi nei confronti dell'ambiente, ma sono rispettosi anche delle persone, tanto da meritarsi il titolo di "prodotti etici". Lo spaccio ortofrutticolo sarà aperto solo qualche giorno alla settimana (mercoledì e venerdì 8.30-12.30, 14-17 e sabato 9.30-13). Gli altri giorni i prodotti potranno essere acquistati o direttamente all'orto o richiedendoli al num. 329 8893502 o alla mail francesca.drovandi@alice.it.
E un grande ciliegio, questa volta vero, c'è anche all'ingresso degli orti di San Niccolò. Potrebbe essere una coincidenza, ma così non è. È proprio da quegli orti, infatti, che provengono i prodotti che saranno venduti allo spaccio e a occuparsene sono le stesse persone, o per meglio dire, la stessa cooperativa, la prima cooperativa sociale agricola di tipo B nata a Prato: si tratta di "Via del Campo". E il riferimento a De André non è per nulla casuale. «Lui nelle sue canzoni cita sempre gli ultimi», spiega Piero Sambrotta, presidente dell'associazione di promozione sociale Nuove Idee, da cui è nato il progetto. Negli orti di San Niccolò lavorano persone con disagio psichico e sociale, in particolare ad occuparsi dello spaccio, oltre ai volontari, saranno un detenuto del carcere della Dogaia e altri ragazzi con disagi psichici. «L'obiettivo è quello di offrire un'opportunità lavorativa a dei ragazzi problematici, favorendone l'integrazione sociale», afferma Francesca Drovandi, presidentessa della cooperativa. Un'iniziativa, questa, che ha suscitato il plauso anche delle istituzioni cittadine. Il vicesindaco Goffredo Borchi sottolinea come «in iniziative simili si ritrovi lo spirito pratese del non mollare mai».
«E' questa la Prato che ci piace - continua Borchi - quella attenta ai più deboli». Parere positivo è stato espresso anche da Stefano Arrighini, assessore provinciale all'agricoltura «per me questo è un sogno che diventa realtà. Questo progetto cambia la qualità delle relazioni non solo per chi lo vive dall'interno ma anche per chi ci si avvicina». Il direttore generale dell'azienda Asl 4, Bruno Cravedi, sottolinea l'importanza che queste iniziative hanno per i soggetti con difficoltà per tornare ad essere protagonisti della loro vita. «L'augurio - afferma Cravedi - è che questa semina si estenda sempre di più».
Fave, ravanelli, ciliegie e tra un po' anche pomodori e fagiolini (che i ragazzi stanno seminando) dal sapore decisamente speciale. Essi, infatti, non solo rientrano a pieno titolo in quella che è stata definita "vendita a Km zero" e quindi sono particolarmente rispettosi nei confronti dell'ambiente, ma sono rispettosi anche delle persone, tanto da meritarsi il titolo di "prodotti etici". Lo spaccio ortofrutticolo sarà aperto solo qualche giorno alla settimana (mercoledì e venerdì 8.30-12.30, 14-17 e sabato 9.30-13). Gli altri giorni i prodotti potranno essere acquistati o direttamente all'orto o richiedendoli al num. 329 8893502 o alla mail francesca.drovandi@alice.it.
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