Il Tirreno

Prato

In un’azienda poggese il titolare aveva realizzato un dormitorio clandestino nascosto da un muro

Arrestati cinque confezionisti cinesi

Eleonora Barbieri
Una confezione cinese
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Una confezione cinese

Controlli dei carabinieri a Poggio a Caiano, Carmignano, Vaiano e Montemurlo

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 PRATO. Paniere ricco anche in provincia sul fronte della lotta allo sfruttamento della manodopera clandestina e all'illegalità economica da parte di imprenditori cinesi. Giovedì notte, tra Poggio a Caiano, Carmignano, Vaiano e Montemurlo, i carabinieri del Comando provinciale hanno controllato sei aziende e identificato 38 clandestini.  Cinque gli imprenditori con gli occhi a mandorla finiti in manette per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al fine di trarne ingiusto profitto. Complessivamente sono stati impiegati 50 uomini. Cinque delle sei aziende controllate sono state sequestrate per le numerose violazioni edilizie riscontrate e ne è stata sospesa l'attività. Sigilli anche a 66 macchinari tessili. Si trattava del primo controllo dopo l'episodio di violenza avvenuto in via Zipoli a Prato durante un controllo effettuato dalla polizia. Massima allerta dunque, ma nessun problema di ordine pubblico.  La situazione peggiore è stata scoperta in via Granaio, a cavallo tra i territori di Poggio a Caiano e Carmignano. Due le ditte sottoposte a controllo: la confezione Lorenzo e l'adiacente stireria Satan. Nella prima i militari hanno sorpreso i cinesi, regolari e non, intenti a cucire maglie. Ovviamente alloggiavano in camerette di compensato realizzate abusivamente. Il titolare ufficiale era in Cina, ma quello di fatto era presente ed è stato arrestato. Ha 28 anni ed è residente a Colorno. La moglie se l'è cavata con una denuncia a piede libero per lo stesso reato. La seconda ditta controllata, la Satan, in un primo momento è apparsa in regola e quasi inattiva. Ed è forse questa eccessiva perfezione che ha suggerito ai carabinieri di non fermarsi all'apparenza e di cercare ancora. Intuizione giusta. Dietro il magazzino era stato ricavato un dormitorio inaccessibile dall'area produttiva grazie ad un muro tirato su ad arte. Tale dormitorio ha una sola porta che si affaccia sul retro e a cui si arriva dopo aver seguito un percorso impervio. All'interno c'erano una decina di cinesi, molti dei quali clandestini. Dormivano in camerette di cartone. L'imprenditore cinese, 34 anni, che ha assistito alla scena, ha perso il suo fare sicuro e si è arreso alle manette insieme alla moglie, 37 anni, contitolare dell'attività. Complessivamente i clandestini rintracciati in entrambe le aziende sono 16 su un totale di 32 cinesi. Entrambi gli immobili, di proprietà italiana, sono stati sequestrati. I macchinari invece sono liberi perché né a Poggio né a Carmignano esiste un impianto normativo che ne permetta il sequestro amministrativo.  Spostiamoci in Valbisenzio e in particolare in via Pizzicori a Vaiano. I titolari della confezione Massimo, 64 anni, e quello della confezione Zhan, 41 anni, sono stati arrestati. Nelle rispettive ditte sono stati trovati 7 regolari e altrettanti clandestini e 2 regolari e 9 clandestini. Anche in questo caso i capannoni sono stati sequestrati. Bottino un po' più magro a Montemurlo dove è stata controllata la confezione Anna in via Venezia e la confezione Zj in via Pantano. I rispettivi titolari, 38 anni e 34, anni sono stati denunciati a piede libero.

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