Il Tirreno

Prato

Gli studenti del Datini in Tunisia

Alessandra Agrati
La professoressa Dascanio con alcuni studenti reduci dallo stage
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La professoressa Dascanio con alcuni studenti reduci dallo stage

Il racconto dello stage nelle cucine degli alberghi

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 PRATO. Uno stage in Tunisia per gli allievi dell'istituto Datini, indirizzo turistico. Ventitre ragazzi, insieme ai loro insegnanti, sono stati ospiti del Centre de Formation Turistique di Hammamet.  Qui, oltre a frequentare le lezioni hanno anche potuto fare un'esperienza di stage. «Per la prima volta - spiega il preside Roberto Paganelli - abbiamo vinto il progetto regionale di trans nazionalità che quest'anno ha avuto come meta un Paese extra comunitario». Il soggiorno in Tunisia è stato anche l'occasione per rafforzare i rapporti con le Centre e spianare la strada per contraccambiare la visita. «Con ogni probabilità - dice il preside - il prossimo anno gli studenti tunisini saranno nostri ospiti».  Per alcuni ragazzi è stata anche la prima uscita dai confini nazionali, per tutti la prima esperienza di stage. «E' stato molto interessante e formativo - ha commentato Giada Zamboni - Abbiamo lavorato sia nelle agenzie turistiche sia negli alberghi». Quando non erano impegnati nelle strutture i ragazzi hanno frequentato la scuola: «Ci sono allievi più grandi di noi - ha sottolineato Davide Pagli - ma comunque ci siamo integrati molto bene».  Nelle cucine degli alberghi i ragazzi hanno preparato piatti tunisini, mentre in occasione della serata italiana è stato presentato un menù toscano a base di crostini, tortelli, carne e soprattutto un dolce realizzato apposta per l'occasione. Tutte le ricette provengo dagli ospiti dell'ex casa di riposo Rosa Giorgi. «Alla serata - ha sottolineato l'insegnante Gabriella Devoto - ha partecipato anche un funzionario dell'ambasciata italiana che ci ha promesso di rendere meno complicate le procedure per gli stage in Italia». Come gadget è stato regalato un ricettario toscano, tradotto in francese e del vino di Carmignano.  Le strutture alberghiere tunisine, secondo i ragazzi, sono organizzate n modo molto gerarchico, ogni comparto è indipendente dagli altri, questo alle volte ha creato qualche problema logistico. «Il responsabile della pasticceria - spiega Vincenzo Bagnasco - non poteva prendere la farina destinata alla cucina, quindi talvolta riuscire a preparare il menù era veramente faticoso».  A tutti è stato consegnato un attestato di frequenza rilasciato direttamente dalla Repubblica Tunisina. «E' stata un'esperienza molto positiva, non solo professionalmente - ha commentato la professoressa Giovanna Descanio - speriamo che si possa ripetere il prossimo anno».

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