Italia
Tra le novità lindirizzo sulle politiche del lavoro e lapertura di lezioni a dirigenti e funzionari pubblici
L'Università aiuta lo sviluppo locale
Angelarosa Pinto
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Studenti davanti al polo universitario E' il tema di un corso di laurea realizzato col sostegno della Provincia
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PRATO. Favorire la produzione di beni e servizi collettivi a livello locale e regionale, in un'epoca caratterizzata sempre più dalla globalizzazione. E' l'obiettivo del corso del Pin, "Analisi e politiche dello sviluppo regionale e locale", che mira a formare operatori capaci di agire nel campo dell'analisi e della progettazione. Nato nel 2003, da un'idea del professor Carlo Trigilia, dell'Università di Firenze, il corso vanta un'ottima media di laureati: circa il 60% degli studenti attivi ha conseguito la laurea magistrale. Due gli indirizzi previsti dal corso, istituito dalla Facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri: Politiche dello sviluppo locale e Politiche del lavoro nei contesti locali. Quest'ultimo è una novità dell'aanno accademico 2009-2010. «Un corso con queste caratteristiche non esiste nell'offerta didattica di altre università a livello nazionale: è una specificità di Prato» afferma orgoglioso Trigilia. Gli fa eco il professor Carlo Fusaro: «I numeri dimostrano il successo e l'attrattiva che esso ha nei confronti degli studenti toscani, ma anche di altre regioni». Il 30%, infatti, arriva da altre università (17 quelle censite), molti da Bologna. «Quest'anno si sono iscritti anche due studenti laureatisi all'estero: un italiano a Innsbruck e una francese a Grenoble». Il corso, dunque, attrae anche gli studenti stranieri, forse perché fa parte del "Master europeo in scienze del lavoro", che consente agli studenti di "Politiche del lavoro" degli scambi con analoghi corsi in diverse università europee, tra cui Lisbona e Londra. All'estero possono essere effettuati anche degli stages finalizzati alla stesura della tesi. E' il caso di Lapo Cecconi, stagista in Etiopia, che oggi, con altri quattro ex-colleghi, ha creato "Rete e sviluppo" «una società che si occupa delle tematiche di sviluppo locale» o di Elisa Filippi, laureanda, che lavora a Bruxelles per l'Anci o, ancora, di Alessandra Cicali, pratese, che lavora alla Regione Toscana e che afferma: «nOn ho mai sentito che mi mancassero degli strumenti rispetto ai laureati in altre discipline, come economia». L'interdisciplinità è il vero punto di forza di questo corso, finanziato dalla provincia con 240mila euro per il triennio 2010-2012 (80mila euro l'anno) che si concretizzeranno in cinque borse di studio per gli studenti non residenti nelle provincie di Prato, Firenze e Pistoia. «La Provincia - afferma la vicepresidente Ambra Giorgi - crede che ora più che mai sia importante parlare di sviluppo locale; l'università può dare un contributo specifico per ridefinire le politiche locali». Tanti gli sbocchi professionali, come sottolinea Albino Caporale, direttore dello Sviluppo economico: «Questi ragazzi sono capaci di fare una riflessione importante sui bisogni del territorio; il loro futuro non è solo a livello locale; anche le istituzioni pubbliche nazionali ed europee cercano esperti nell'analisi e nella progettazione». Un corso di laurea, dunque, altamente formativo che Sonia Soldani, dirigente della Provincia, ha paragonato ad «una bella cassetta degli attrezzi per i nostri ragazzi».
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