Il Tirreno

Prato

Baby vandali ai domiciliari

Paolo Nencioni
I danni alla scuola materna Galilei di via Ada Negri
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I danni alla scuola materna Galilei di via Ada Negri

Devastarono sei scuole, dovranno rimanere a casa

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 PRATO. La stangata è arrivata a freddo, quando i baby vandali ormai non se l'aspettavano più. Martedì sera i genitori di tre dei quattro adolescenti che all'inizio di gennaio confessarono di aver devastato sei scuole in tre mesi sono stati convocati in Questura. Il dirigente della squadra mobile, Francesco Nannucci, doveva notificare tre misure di custodia cautelare della permanenza presso le proprie abitazioni firmate dal gip presso il Tribunale dei minorenni.  In pratica i tre ragazzi, di 15 e 16 anni, dovranno stare agli arresti domiciliari fino a nuovo ordine, ma potranno uscire per andare a scuola e per i colloqui con gli assistenti sociali. Per il quarto ragazzo non sono state ritenute necessarie misure di sicurezza. E' la coda, a scoppio ritardato, di quella che fu chiamata "Operazione Lucignolo", scattata poche ore dopo l'ultima bravata del gruppo di baby vandali, la devastazione della scuola materna "Galilei" di via Ada Negri.  Una volta individuati, si scoprì che i quattro ragazzi, tutti figli di famiglie normali, in certi casi anche agiate, avevano già fatto visita, provocando più o meno danni, ad altre cinque scuole e nell'agenda del "capo" furono trovati altri sei obbiettivi per le future serate. E si scoprì anche che dietro alle scorribande c'era praticamente il nulla. L'abbiamo fatto per noia, per dare un senso alla serata, dissero poi in Questura i quattro adolescenti, forse ripetendo luoghi comuni che avevano ascoltato alla televisione o letto sui giornali.  Le indagini della squadra mobile non hanno trovato altri moventi. E non risulta che i quattro abbiano combinato altre marachelle, se così le vogliamo chiamare, dai primi di gennaio a martedì. Forse anche per questo speravano di cavarsela con una lavata di testa. Invece, per motivi che al momento sfuggono, lo scorso 30 aprile il pubblico ministero della Procura dei minori Emma Cosentino ha chiesto gli arresti domiciliari e il giudice ha dato il via libera.  «A distanza di così tanto tempo non ce l'aspettavamo» commenta il padre di uno dei quattro, lo stesso che a caldo si era detto pronto a metter mano al portafoglio per pagare i danni, pur avvertendo che il figlio, difeso da Costanza Malerba e Federico Febbo, non poteva essere considerato un delinquente: «Mio figlio ha ammesso la colpa ed era disponibile a farsi interrogare. Noi speravamo che facessero alla svelta il processo e ribadisco, in accordo con gli altri genitori, che se il Comune ci chiederà i danni siamo pronti a pagare. Credo che sarà l'assicurazione a rivalersi, eventualmente. Adesso i ragazzi fanno opera di volontariato, d'intesa coi servizi sociali». E' confermato che il Comune non ha fatto passi formali per chiedere i danni, ma sono in corso le trattative con l'assicurazione.

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