Il Tirreno

Prato

Audax e Zenith: giù le mani dal Chiavacci

Andrea Incerpi
Uno degli striscioni di protesta sulla tribuna del Chiavacci
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Uno degli striscioni di protesta sulla tribuna del Chiavacci

Protesta e striscioni al campo sportivo, arrivano l'assessore e Carlesi

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 PRATO. Tribuna gremita degna di una finalissima, fazzoletti bianchi che sventolano dagli spalti e striscioni appesi a bordocampo: è questo il segnale forte e civile della protesta promossa dalle società Audax e Zenith Ambrosiana, ormai prossime alla fusione, in difesa del Chiavacci, storico impianto sportivo che è al centro di una lunga e accesa disputa tra due parti agguerrite che tutelano i propri e diversi interessi. Si affrontano da una parte la fede nel duro impegno che ha portato, nel corso di tanti anni, a raggiungere grandi risultati per i ragazzi e per tutto l'ambiente; dall'altro si fanno avanti gli interessi di una società come il Prato, che si è inserita nella contesa per scopi che di storico e passionale hanno assai poco. «Il progetto presentato alla giunta comunale - spiega il presidente dell'Audax, Carmine Valentini - testimonia il grande attaccamento che tutto l'ambiente ha nei confronti dei ragazzi che si allenano ogni giorno su questi campi e di tutto il personale che da anni segue il nostro cammino. Parlo a titolo non solo di Audax e Zenith, ma anche di tutte le altre società che si allenano con noi, come il Gs 740, il Bar Valentina, il Figline, il 1º Maggio o la Longobarda. Non ho assolutamente niente contro il Prato come società, ma ci tengo che siano rispettati certi valori».  Sulla scia del del presidente si inserisce anche Massimo Carlesi, capogruppo del Pd in consiglio comunale: «La giunta sta dimostrando, con la delibera proposta dall'assessore Grazzini, di remare in una direzione antisportiva. Non tiene conto delle iniziative e degli apporti che ci sono dietro a queste società, presenti da molti anni sulla scena calcistica pratese e da protagoniste. Non si può assegnare un progetto del genere senza la minima consultazione».  Non si sbilancia invece l'assessore allo sport Matteo Grazzini. «Quando entra in campo un nuovo soggetto - spiega - come in questo caso il Prato, è legittimo tenerne conto, per il rispetto di entrambe le parti. Quello presentato da Audax e Zenith è un ottimo progetto che dovrà però confrontarsi con tutti gli altri che si faranno avanti. L'interesse della giunta - prosegue Grazzini - è di consegnare alla città un impianto polifunzionale. Chiunque ne uscirà vincitore dovrà dunque dare spazio innanzitutto alla città». Sui tempi l'assessore mostra ancora incertezza: «Sarà difficile andare al bando a giugno, più facile invece che il tutto sia rinviato di qualche mese».

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