Il Tirreno

Prato

Longo alla Gida, ma solo per un anno

Carlo Longo
◗
Carlo Longo

Si cercano nuovi equilibri, scambio in vista tra Benigni e Biscotti

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Dopo il niente di fatto per Epp, parte la fase, tutta politica, di ricalibratura delle nomine nelle partecipate. Con un duplice obiettivo: di arrivare a scelte condivise, dove possibile, tra centrodestra e centrosinistra, ma che reggano anche rispetto alle attese delle due anime Pdl (ex Forza Italia ed ex An), di frequente, in queste ultime settimane, su una pericolosa traiettoria di collisione. Nel gioco dei pesi e contrappesi è finita anche la designazione del presidente della Camera di Commercio Carlo Longo al vertice di Gida (assemblea dei soci convocata per fine maggio, attuale presidente Bruno Ferranti dimissionario da più di un mese). L'indicazione di Longo, promosso a pieni voti da industriali e sindaco Cenni, ha però provocato diverse perplessità nella componente più forzista del Pdl. Una situazione di tensione strisciante, di malumori sussurrati che si è reso necessario stemperare. L'accordo politico che si è trovato - con la piena adesione di sindaco e presidente della Camera di Commercio - è sul ruolo di Longo alla Gida, presidente di garanzia, marcatamente istituzionale, come lui stesso ha affermato, e smarcato dai partiti. Longo quindi traghetterà Gida fino alla scadenza naturale del cda, nella primavera dell'anno prossimo. Poi la nomina serenamente potrà anche, se necessario, essere ridiscussa. «Mi sono messo a disposizione - è il commento del presidente della Camera di Commercio - ben consapevole che il mio ruolo sarebbe stato quello di condurre la società con equilibrio ma fino a che non fosse stata trovata una soluzione più adeguata».  Molto se non tutto è da ridiscutere, invece, su Epp. L'intezione dei sindaci del centrosinistra che rappresentano oltre il 30% della spa, di nominare nel cda l'attuale presidente Antonio Cardaci, pare sia stata frenata dal sindaco e dalla poca convizione dello stesso Cardaci. Nessun ripensamento, sembra, sulla scelta del futuro presidente Federico Mazzoni, dialogo aperto invece sull'indicazione in capo ai territori.  Patto concluso - così sembra - sulla nomina, anche questa su indicazione dei sindaci della provincia, nel cda di Asm di Adriano Benigni, oggi alla presidenza, poltrona che a fine maggio passerà al manager Alessandro Canovai. L'ok da parte del centrodestra - per settimane molto restio a darlo - sarebbe arrivato con la garanzia, da parte dei primi cittadini del centrosinistra, di sboccare la situazione Ato Acqua, congelata dal veto sul nome di Aurelio Biscotti alla presidenza. Via il veto Ato, avanti la nomina Asm. E così sarà.  Sui tavoli della politica resta da risolvere un'ultima questione: la frattura tra il sindaco e il presidente degli industriali Riccardo Marini dopo l'intervento in consiglio comunale. Il presidente Uip ha accusato il Comune di poca sensibilità verso i problemi degli imprenditori. Il sindaco se l'è presa giudicando inopportuna la sede delle rimostranze. Prove di dialogo in corso, sotto la regia di Longo. C.O.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa