Il Tirreno

Prato

All’interno dei diciotto chilometri non è stato ancora installato un impianto idrico antincendio

La galleria di Vernio resta insicura

Alessandra Agrati
La galleria di Vernio resta insicura

Nuovo allarme dei vigili del fuoco: «Mancano le vie di uscita»

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 VERNIO. Attraversare in treno la galleria che separa l'Emilia dalla Toscana mette ancora un senso di angoscia; è lunga 18 km, è buia, non ci sono vie di uscite, manca un impianto idrico antincendio, è priva di segnaletica e inoltre i cellulari non funzionano. Se dovesse scoppiare un incendio i passeggeri rimarrebbero intrappolati all'interno senza nessuna possibilità di scampo.  Eppure il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 28/10/2005 che obbliga i gestori della galleria a metterla in sicurezza, ed eventuale a progettare migliorie per garantire la massima tranquillità, dava tempo tre anni per sistemare almeno i requisiti mini. Di fatto, con la realizzazione dell'alta velocità RFI (Rete Ferroviaria Italiana), il gestore della rete, ha preferito investire in questa linea, piuttosto che sulla direttissima, dove comunque continuano a transitare gli Intercity, i treni di pendolari da e verso Bologna e dove verrà sicuramente potenziato il trasporto merci, compreso quello di sostanze pericolose. La necessità di interventi immediati sulla sicurezza appare dunque evidente.  «All'interno della Galleria - spiega Enrico Mencagli direttore dei vigili del Fuoco di Prato - mancano ancora la realizzazione delle vie di uscita e degli accessi e il sistema di controllo dei fumi nelle vie di esodo. Praticamente sarebbe impossibile riuscire a salvare vite umane, sia perché la temperatura arriva oltre di 1000ºC, sia perché il tunnel si troverebbe completamente invaso dai fumi tossici».  Se dovesse comunque scoppiare un incendio prima che i pompieri arrivino nella galleria ci vorrebbe almeno 1 ora e mezza, generalmente bisogna intervenire nei primi minuti per poterlo estinguere senza che abbia la possibilità di propagarsi.  «Un altro aspetto che va valutato - continua il direttore - è la direzione del vento in quanto la galleria si comporta come un camino in cui si ha un ingresso d'aria da un lato ed un' uscita di fumi dall'altro, per cui in talune condizioni potrebbe essere proibitivo entrare dall'ingresso di Vernio. Inoltre dovrà essere preso in considerazione anche il pericolo del cedimento di parti strutturali della volta».  Simulando un incendio i tempi e le operazioni che i vigili del fuoco devono compiere risultano eccessive: nella migliore delle ipotesi, per raggiungere la stazione di Vernio ci impiegherebbero 30 minuti, poi, una volta che i mezzi sono stati trasbordati sul carrello ferroviario che staziona a Vernio (questo dovrà essere trainato da una motrice comandata da un macchinista che quindi dovrà essere presente in stazione all'arrivo dei soccorritori ed aver già predisposto il carrello), i vigili possono iniziare ad entrare nel tunnel facendosi schermo con gli idranti. «La tecnologia BG4 con sistema a circuito chiuso per il trattamento dell'aria, un tempo considerata all' avanguardia - spiega Mencagli - è stata in parte abbandonata poiché sono disponibili bombole in carbonio molto più leggere delle precedenti e di capacità superiore».  In condizioni di normali interventi le squadre di soccorso vengono affiancate dal carro aria, un mezzo che permette il rifornimento e l'interscambio di bombole; in questa situazione tutta la riserva aria dovrà essere caricata sul carrello ferroviario mentre il carro aria dovrà rimanere all'esterno della galleria.

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