Il Tirreno

Prato

Impianti sportivi, si apre ai privati

Alessandro Pattume
Il campo sportivo “Chiavacci” dietro l’ippodromo
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Il campo sportivo “Chiavacci” dietro l’ippodromo

Protestano le piccole società. E sul Chiavacci scontro di progetti tra Prato e Audax

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 PRATO. Gli impianti sportivi comunali s'aprono ai privati e ai loro investimenti. E'il contenuto della delibera con cui l'amministrazione vuole modificare il regolamento per la concessione degli impianti sportivi comunali. Una delibera che permetterà, a chi lo desidera, di avanzare il proprio progetto d'investimento su questo o quell'impianto al momento della scadenza della convenzione con il Comune. L'amministrazione allora sarà costretta a pubblicare un bando di gara e a premiare, tra gli altri, il progetto migliore.  Il caso "Chiavacci". Infuria la polemica sul destino del "Chiavacci", l'impianto sportivo gestito finora dalla Zep (Zenith con gli enti di promozione sportiva Uisp e Csi) su cui il Prato ha messo gli occhi per farne la propria cittadella. La convenzione per la gestione dell'impianto sportivo scadrà il prossimo trenta giugno. La Zenith ha già presentato un progetto per la sua totale riqualificazione e messa a norma insieme alla società con cui si fonderà al termine della primavera, l'Audax 1972. L'amministrazione a questo punto, di fronte a un progetto del genere, potrebbe ritenersi soddisfatta e rinnovare senza batter ciglio la convenzione, magari allungandola di qualche anno in modo da far ammortizzare le spese alle società. Però l'Ac Prato, una società cioè ben più grande e importante delle altre due, ha manifestato improvvisamente il proprio interesse per la gestione dell'impianto. Stando al nuovo regolamento in via di approvazione, l'amministrazione si troverebbe quindi costretta a pubblicare un bando e a pronunciare la fatidica frase di rito: "e che vinca il migliore". Un caso emblematico che sfocerà in una protesta organizzata, mercoledì pomeriggio alle 18,30, al "Chiavacci". Il gruppo "Giù le mani dal Chiavacci" ha intanto raggiunto, su Facebook, i mille affiliati in pochi giorni. Verranno attaccati degli striscioni e spiegati i motivi della protesta.  Conta il progetto. L'assessore allo sport Matteo Grazzini getta però acqua sul fuoco. «Intanto è bene precisare che non c'è ancora nulla di stabilito - comincia - Delle modifiche al regolamento parleremo infatti in giunta (stamattina ndr) ed è quindi ancora suscettibile di modifiche. Posso dire però che tutti gli impianti sportivi pratesi sono in pessime condizioni, il Comune non ha abbastanza soldi per coprire le spese necessarie alla loro messa a norma e che io mi sono sempre mostrato aperto agli investimenti privati in questo senso. Il bando di gara per la convenzione interesserà gli impianti medio-grandi come il "Chiavacci", lo Stadio, la piscina di Via Roma o il pattinodromo - spiega l'assessore - ma è anche ovvio che, per gli altri, se la società che ha finora gestito un impianto dimostra di avere le idee e i fondi per riqualificarlo risulterà avvantaggiata. Sto parlando di realtà importanti come per esempio Maliseti, Galciana o La Pietà, società che hanno fatto investimenti, hanno intenzione di farne ancora e a cui le convenzioni verranno anche allungate. Per gli impianti neutri invece, quelli per capirsi come il "Pino" o quello di San Giusto, il discorso si fa diverso - continua Grazzini - se un privato si mostra interessato alla gestione e all'interesse accompagna un progetto valido, perchè l'amministrazione non dovrebbe prenderlo in considerazione? Non solo, lo stesso discorso varrà anche per la copertura della piscina di via Roma - conclude l'assessore allo sport - perchè abbiamo intenzione di affidare la gestione a chi si occuperà di costruirne la nuova copertura».

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