Il Tirreno

Prato

Fineschi, revocato il sequestro

Paolo Nencioni

Scoppia la pace con l'ex amministratore delegato

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 PRATO. E' scoppiata la pace tra la concessionaria Mercedes Fineschi e l'ex amministratore delegato Alessandro Giugni, ora consigliere comunale del Pdl, che l'anno scorso fece causa alla società e lo scorso gennaio ha ottenuto dal giudice del lavoro Marilena Rizzo il sequestro conservativo di beni e immobili della Antonio Fineschi spa per un controvalore di 300.000 euro.  Alla fine di aprile le due parti hanno trovato un accordo: Fineschi ha proposto una transazione (meno della metà di quanto richiesto dall'ax amministratore, si fa sapere dalla società), Giugni ha accettato l'offerta dichiarando di non aver altro da pretendere dal suo ex datore di lavoro e per questo il giudice ha revocato il sequestro conservativo dei beni. E' stata la stessa concessionaria Mercedes con sede in via del Lazzeretto, ieri, a diffondere una nota in cui si dà conto della conclusione positiva della vicenda.  Il braccio di ferro, come detto, era iniziato l'anno scorso anche se ha le sue radici alla fine del 2008, quando Giugni scoprì che dentro la Fineschi spa era entrato un personaggio equivoco, tale Michele Di Tommaso, 46 anni, un poggese che si faceva passare per Michael Gambino e diceva di essere imparentato coi Gambino di Brooklyn. Giugni assunse un investigatore privato e scoprì la vera identità di Di Tommaso, che nel frattempo si era fatto dare una delega per rappresentare la socia di maggioranza, Beatrice Fineschi.  L'allora amministratore delegato comunicò la sua "scoperta" in un consiglio di amministrazione convocato a novembre, ma anziché ottenere l'allontanamento di Di Tommaso, fu lui a essere estromesso: tutti gli altri componenti del cda si dimisero e il nuovo consiglio non rinnovò l'incarico all'amministratore Giugni. Falliti i tentativi di mediazione, Giugni si risolse a far causa alla Fineschi, sostenendo di essere stato allontanato senza giusta causa.  Il suo antagonista Michele Di Tommaso, invece, è stato arrestato lo scorso 1º dicembre con l'accusa di far parte di un'associazione a delinquere di stampo camorristico guidata dai fratelli Giacomo e Carlo Terracciano.  Andrea Giugni, assistito dall'avvocato Vittorio Bologni, aveva citato in giudizio la Fineschi chiedendo indietro il mancato stipendio (8.000 euro al mese) dal dicembre 2008, quando era stato estromesso, fino all'aprile 2011, quando sarebbe dovuto scadere il suo contratto. Con la transazione la concessionaria Mercedes ha risparmiato quantomeno circa un anno di stipendio.

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