Sicurezza
Carlesi: «Senza idee Prato diventerà subalterna a Firenze»
Cristina Orsini
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Il capogruppo Pd Massimo Carlesi 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Di volontà di fare accordi di area metropolitana sostiene che non ce n'è. Di idee e proposte nemmeno. «Quindi - è il ragionamento di Massino Carlesi, presidente del gruppo democratico in consiglio - se il sindaco di Prato, come dice di voler fare, dovesse davvero avviare un dialogo con il sindaco di Firenze Matteo Renzi sullo sviuluppo dell'area, la strada sarebbe tracciata: Prato diventerebbe sempre più subalterna al capoluogo». La sua è una bocciatura politica su tutta la linea. Eppure la diponibilità a trovare un punto di contatto, la maggioranza l'ha dimostrata accettando il consiglio straordinario sull'economia proposto dal Pd. «E' stato un atto dovuto in quanto richiesta dal Pd ai sensi del regolamento. Comunque quel consiglio è stata una delle dimostrazioni di quanto le idee siano confuse. Il sindaco Cenni non ha proposto nulla di concreto per riuscire ad aiutare questa città. Il capogruppo Pdl Roberto Baldi ha addirittura respinto al mittente le giuste istanze delle categorie economiche. Non c'è stata un'idea nel bilancio, non c'è stato un progetto che sia tale nel piano delle opere pubbliche. E non basta: il polo espositivo è stato cestinato, la sede regionale della Protezione civile con annesso archivio regionale, pure. Vorrei capire a cosa ci si riferisce quando si parla di progetti d'area». Per esempio alla nuova linea di tram tracciata dall'assessore Bernocchi che porterà dalla stazione centrale alla questura. «Ma assolutamente no, quello è un progetto fine a se stesso. Investire 50 milioni di euro per portare 1800 persone all'ora in questura o viceversa non ha alcun senso. Lo avrebbe avuto con il polo espostivo, potrebbe averlo se il tracciato si prolungasse a Campi Bisenzio per riallacciarsi alla linea fiorentina, che le Ferrovie costruiranno. Ma per fare questo occorrono accordi d'area che, appunto, non ci sono». Allora su quelle che il sindaco Cenni chiama multiutility, le partecipate, sulle quali chiede una gestione sinergica e manageriale. «Sì, e poi si va al voto di una delibera sulla gestione del gas che va nel senso contrario. Con quella delibera si mette Prato fuori dal consorzio Consiag-Estra. Se è stata una scelta dettata da una ripicca bè mi pare profondamente debole. Se invece è una scelta dettata dalla normativa nazionale anche in questo caso par di capire che le intenzioni del lagislatore siano l'opposto di quelle del Comune». Allora, secondo lei, su cosa si tratterà con Firenze? «Mi piacerebbe avere una risposta, ma non c'è. Prato non porta nulla. Nemmeno sul fronte aeroporto di Peretola che rischia, se la linea Renzi dovesse passare e la pista venisse allungata in direzione Sesto Fiorentino, di creare solo danni a Prato. E dire che sono forti le sollecitazioni da parte delle categorie economiche: sul fronte delle infrastrutture d'area, sulla riconversioni delle aree industriali e artigianali che potrebbero diventare i luoghi ideali per attrarre nuovi investimenti». Eppure i rapporti nella "Giornata dell'economia" organizzata dalla Camera di commercio fiorentina sono apparsi distesi. «Sì sicuramente. Ma anche qui c'è una riflessione da fare. E riguarda l'incapacità di Cenni di scindere il suo ruolo di sindaco da quello di imprenditore. Cenni imprenditore è alle prese con una situazione aziendale difficile. Eppure è andato a parlare di credito con le banche, le stesse che dovranno decidere sulle sue imprese. Altra questione delicata: quella della Gommatex. A mio giudizio è pericolosissimo che un sindaco, anche se in una intervista, lasci intendere che siccome tanti imprenditori non pagano i contributi anche la Gommatex... Anche perché non mi pare vero». Un giudizio sulla tenuta politica della maggioranza? «Non buono. All'interno del Pdl ci sono spaccature evidente, con la Lega i rapporti sono controversi». Allora Carlesi, il documento comune sull'economia che la maggioranza vorrebbe, secondo l'opposizione si farà o no? «Difficile, perché per il momento la maggioranza non è riuscita a cogliere l'occasione di valorizzare le proposte presentate dai soggetti economici e dall'opposizione».
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