Toscana
Occorre unire le forze per fare decollare cultura e teatro
Miriam Monteleone
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Il Metastasio In basso Edoardo DonatiniEdoardo Donatini è stato tra i fondatori della storica compagnia Teatro di piazza e d'occasione
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PRATO. Negli ultimi anni Edoardo Donatini è stato assunto dal teatro Stabile Metastasio, con l'incarico di dirigente dei settori del Teatro d'Innovazione e delle Nuove Generazioni. Ma il suo incontro con il mondo del palcoscenico risale a oltre trent'anni fa, quando ancora giovanissimo iniziò a studiare teatro, a fianco di Luca Ronconi. Alle prime apparizioni da protagonista sotto i riflettori sono seguiti lavori di produzione, fino alla creazione a Prato della storica compagnia del Teatro di piazza e d'occasione, di cui Donatini sarà poi presidente e direttore artistico. Negli anni Novanta viene chiamato a far parte del consiglio d'amministrazione del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci. Dal 1999 è direttore del festival "Contemporanea. Le arti della scena", e dal 2001 del Metastasio Ragazzi. Ruoli che Donatini ricopre ancora oggi. In questi anni alla direzione artista dello Stabile Metastasio si sono succeduti molte personalità. A breve un nuovo cambio di guardia. Il Teatro Ragazzi, da anni è affidato a lei, con risultati sorprendenti, sia in Italia che all'estero, e una continuità di pubblico invidiabile. Ci svela il segreto? «Detta così la faccenda sembra facile, ma il successo che vanta oggi il Teatro Ragazzi è frutto di un duro lavoro decennale, non solo mio, come dirigente del Teatro d'Innovazione e delle Nuove Generazioni, ma di tutte le persone, che con me, hanno lavorato sodo in questi anni. A un certo punto, dopo anni che mi occupavo del Tpo, ho deciso di scommettere, in accordo con gli allora dirigenti, su un riposizionamento delle funzioni del settore, in modo che la compagnia del Teatro di Piazza e d'Occasione prendesse la residenza al Fabbrichino, producendo per il Teatro Ragazzi e portando in giro per il mondo gli spettacoli. Al contempo il Teatro Ragazzi doveva portare avanti una stagione destinata ai bambini, con tutte le sue competenze istituzionali. Allora non c'erano garanzie e anche il mio incarico era a termine. La scommessa è stata vincente». E della quasi ufficiale nuova direzione del Metastasio affidata alla coppia Magelli-Luconi che pensa? «Ho lavorato con entrambi qui al Metastasio, anche se Magelli - paradosso del destino - personalmente l'ho incontrato per la prima volta a Parigi, molti anni fa. Sono due uomini di teatro con esperienze diverse, anche per loro sarà una scommessa lavorare puntando sulla complementarietà. Ma in questo settore le scommesse ci sono sempre. Io ne so qualcosa, visto che devo lavorare sull'innovazione e non sulla tradizione». La nuova edizione del festival Contemporanea è alle porte. Quest'anno la manifestazione torna a viaggiare sola, senza il Festival delle Colline... «Sì, la manifestazione è prevista al solito tra fine maggio e inizio giugno. Una settimana intensa che ci siamo ritagliati negli anni e che ormai ci dà visibilità come festival a livello nazionale. Il matrimonio con le Colline è stato un esperimento, voluto anche dalla Regione che aveva interesse a ottimizzare le risorse, ma che non ripeteremo, almeno per il momento. Le due manifestazioni hanno esigenze e nature diverse, che non è stato facile conciliare». Sono trent'anni quasi che lavora per la cultura pratese. Secondo lei cosa manca al settore per decollare? «Trovare una strategia per decollare in tempi di crisi non è semplice, ma ho sempre pensato che la città avesse bisogno di un sistema di rete, di una concertazione tra gli enti, di riunire le forze, anche perché altrimenti da soli non si rischia, né si mettono in atto progetti, né tanto meno si può decollare. E questo vale anche per la cultura e per il teatro».
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