Il Tirreno

Prato

LETTERE E INTERVENTI

Gabriele Bosi   (capogr. Pd Circ. Centro)

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L'IMMAGINE DI PRATO Caro sindaco, perché in tv parli solo di cinesi?  Ha perfettamente ragione Edoardo Nesi: le ripetute uscite sui media nazionali e in qualche caso internazionali della premiata ditta Cenni-Milone stanno producendo un forte deterioramento dell'immagine di Prato. «Un ritratto che non porterà alcun beneficio», dice Nesi. Peggio, aggiungo, danni incalcolabili, una zappa sui piedi permanente. Il sindaco (involontariamente, spero) si è inventato l'antimarketing territoriale, prestandosi a mostrare al mondo la cartolina di una Prato infestata dai clandestini, guidando le telecamere nei meandri di via Pistoiese, assecondando i nuovi luoghi comuni della città assediata dai cinesi.  E' davvero tutta qui la nostra città? Certo, i nuovi amministratori comunali saranno pronti a riproporci il ritornello tedioso dei 60 anni di potere della sinistra, attribuendoci tutte le colpe passate, presenti e future.  Ma la realtà, a proposito delle uscite autolesioniste di Cenni, è sotto gli occhi di tutti. Guardiamo a Firenze. Anche lì c'è un nuovo sindaco, Matteo Renzi, molto presente (sicuramente più di Cenni) su giornali e televisioni nazionali. Di cosa parla? Del degrado di Firenze, dei venditori abusivi al mercato di San Lorenzo? No, parla d'altro: di politica, di scelte. Propone soluzioni, condivisibili o meno, ma provoca discussioni. Ecco, se voi foste un imprenditore del Nord o un investitore estero che vuole impiantarsi in Toscana, a chi chiedereste un appuntamento? Al sindaco di Firenze o a quello di Prato? E il paradosso è che mentre Firenze, con ogni probabilità, dovrebbe dire che non ha spazi a disposizione per quell'imprenditore, qui da noi ci sono migliaia di metri cubi che si potrebbero utilizzare, riqualificare, recuperare. E che a Prato, oltre agli immigrati asiatici, ci sono cultura, capacità imprenditoriale e di innovazione, ottimi livelli di pubblica amministrazione e di servizi. Ma di questo, oramai, nessuno parla più.  Egregio sindaco, si sforzi, provi a "vendere" altre cose ai giornalisti che la chiamano. Provi a parlare dell'Università, del teatro pratese, degli artigiani che resistono, del sistema di depurazione delle acque, della Biblioteca Lazzerini. Finanche della mortadella e dei cantucci (evitando battute sulle mandorle).  E, se proprio non le riesce, provi a dire, almeno una volta, «sono impegnato, non posso». Ciro Becchimanzi CASSA INTEGRAZIONE Bene i 100 milioni ringraziamo Simoncini  Apprendo con piacere lo stanziamento dei 100 milioni, diretti alla Toscana da parte del Governo per quanto concerne la cassa integrazione in deroga. È doveroso fare un plauso all'assessore Gianfranco Simoncini che si è adoperato in modo da raggiungere tale accordo che rappresenta un autentico toccasana per migliaia di lavoratori a rischio. Ciò rappresenta un fatto positivo ma non dimentichiamo che gli ammortizzatori sociali non sono tutto e che per ripartire, sono necessari il coraggio e l'attuazione di politiche di sviluppo. Ora, pensiamo anche agli oltre 3.000 cittadini disoccupati, che non godono più di alcun tipo di ammortizzatore; il Governo aveva promesso 50 milioni per la disoccupazione ordinaria, soldi che servono urgentemente alla nostra città per non sprofondare ulteriormente. Ci aspettiamo quindi che, quanto prima, tali promesse siano mantenute. Massimo Carlesi capogruppo Pd in Comune CASO MELIGHETTI/1 L'inspiegabile errore del presidente Gestri  Sono stupito del caso della nomina dell'ex manager gruppo Fusi a direttore generale della Provincia. Mi riesce difficile capire perché un politico esperto come Gestri rischi una scivolata del genere (se la Corte dei Conti gli desse torto vedo difficile, per lui, evitare una crisi politico-istituzionale) per superare quanto scritto nel regolamento della Provincia (la scelta del dg è affidata "di norma" a una "pubblica selezione").  Creare disagio fra gli elettori, sconcerto e contrarietà anche nell'apparato, mettersi contro un partito alleato, cacciare un assessore, aizzare l'opposizione, sposare le logiche dello spoil system dando l'impressione di muoversi solo per sistemare (a caro prezzo) un amico creandogli un posto ad hoc nonostante l'assenza di uno fra i requisiti basilari (la laurea), lo trovo un comportamento forse suicida, ma di sicuro inadatto a intercettare il disagio di buona parte dell'opinione pubblica davanti a un ceto politico sempre più autoreferenziale.  Posso perfino capire che si ritenga utile quel tipo di alta dirigenza, ma una così lunga esperienza politica avrebbe dovuto imporre metodi diversi. L'immagine che è passata non mi pare fra le migliori. E parla uno che era perfino riuscito a convincersi, grazie al lavoro delle giunte precedenti a quella di Gestri, che la piccola Provincia di Prato, tutto sommato, possa essere utile. Ma adesso? Mauro Banchini CASO MELIGHETTI/2 Inopportuna e affrettata l'esclusione dell'assessore  Ritengo del tutto inopportuno e affrettato l'atto del presidente della Provincia Lamberto Gestri con il quale ha annunciato il ritiro delle deleghe all'assessore Melighetti, escludendola dalla giunta. Inopportuno perché non mi risultano atti con i quali Melighetti abbia mai ostacolato i programmi dell'amministrazione provinciale, né tantomeno il progetto specifico in questione, condiviso da tutti al riguardo della necessità di un Direttore generale in Provincia. Affrettato perché certe decisioni, anche se di competenza del presidente, non possono essere prese senza un confronto politico; proprio perché la politica è l'arte della mediazione e mai come in questo momento se ne sente a Prato l'esigenza. Perdere un "pezzo da novanta" come Gabriella Melighetti nel panorama politico e amministrativo provinciale non può che far sorgere diversi dubbi agli addetti ai lavori e all'opinione pubblica, disorientata ormai da decisioni personalistiche o prese in ristrette stanze di potere che sempre più allontanano la nostra gente da un partito che come in questa occasione lascia il "certo per l'incerto". Berlusconi non è arrivato a tanto con Fini. Roberto Marchi consigliere provinciale LA POLEMICA Ma in centro si chiede più decoro urbano  Il presidente della Circoscrizione Centro nella sua risposta alla commerciante di via Cairoli sbaglia il punto della questione: nella sua intervista, infatti, Aurora Gori non chiede genericamente "sicurezza" ma piuttosto rispetto del decoro urbano e possibilità di muoversi in centro storico senza incappare nel traffico o nella sosta selvaggia delle automobili, lanciando allo stesso tempo alla giunta un messaggio importante, quello per cui i problemi del centro storico non si risolvono aprendo la Ztl alle macchine.  Un'amministrazione responsabile non può chiederle, come fa Taiti, di avere "pazienza, tolleranza e fiducia", ma deve semmai dare risposte concrete a lei e a tutti i cittadini sulla situazione intollerabile del traffico nel centro, mettendo radicalmente in discussione il piano Caverni di apertura della Ztl alle macchine. Questo è quello che abbiamo fatto come Centrosinistra con la "biciclettata" del 24 aprile e speriamo che il messaggio venga raccolto dall'amministrazione comunale.

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