Il Tirreno

Prato

Magazzino pagato a peso d'oro

Paolo Nencioni
L’ingresso della Fortezza da Basso Anche questo spazio era gestito da Firenze Fiera
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L’ingresso della Fortezza da Basso Anche questo spazio era gestito da Firenze Fiera

L'ex ad di Firenze Fiera dovrà risarcire Comune e Camera di commercio

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 PRATO. Il prezzo degli immobili non è "ballerino" solo in via del Fagutale, davanti al Colosseo, dove il valore della casa dell'ex ministro Claudio Scajola è lievitato di 900.000 euro in un battito di ciglia. Può capitare anche a Firenze: basta trovare il compratore giusto. E se i venditore è privato e l'acquirente sborsa soldi pubblici sembra un gioco da ragazzi, come ci insegna una sentenza emessa mercoledì dalla sezione toscana della Corte dei Conti.  I giudici contabili hanno condannato l'ex amministratore delegato di Firenze Fiera, Pietro Marchini, a risarcire danni per un milione e 675mila euro, parte dei quali al Comune (121.000) e alla Camera di commercio di Prato (76.000).  Pratesi sono anche i primi proprietari di un immobile davvero singolare, il magazzino di via Perfetti Ricasoli 94, a Firenze, che nel giro di dieci mesi aumenta il suo valore del 20% e nel giro di poche ore fa un balzo di un altro 20%, giusto in tempo per essere comprato coi soldi pubblici di Firenze Fiera, l'ente partecipato da Regione, Comuni di Prato e Firenze e rispettive Camere di commercio, che gestisce nel capoluogo Fortezza da Basso, Palazzo dei congressi e Palazzo degli affari.  Secondo la Procura contabile e i giudici, l'ex amministratore, il milanese Marchini, ha dissipato un bel po' di soldi pubblici durante la sua gestione, dal 2002 al 2005. In particolare con l'acquisto del magazzino di via Perfetti Ricasoli. Vediamo come.  Il 9 giugno 2003 Pietro Marchini si presenta al consiglio di amministrazione proponendo di acquistare il magazzino per liberare spazi nel complesso della Fortezza e dicendo che bisognava fare in fretta perché stava per scadere un'opzione. Insomma, l'affare va colto al volo. Il cda dà il via libera a patto di acquisire una perizia sul valore dell'immobile, come farebbe chiunque. Non Marchini, però, che il 30 luglio, senza far stimare lo stabile, acquista il deposito per 4.475.000 euro.  Facciamo un passo indietro. Fino al 19 settembre 2002 il magazzino risulta di proprietà della società Perfetti Ricasoli, una srl le cui quote sono equamente divise tra Dinamica spa e Gruppo Basso spa. Dietro la Dinamica c'è la Delfino spa, posseduta dall'industriale e immobiliarista pratese Roberto Bini e dai figli.  Dunque il 19 settembre la Perfetti Ricasoli srl vende il deposito fiorentino per poco più di 3 milioni alla società trevigiana Promedi srl, posseduta dallo stesso Gruppo Basso che fa capo all'imprenditore veneto Mario Basso.  Passano nove mesi e Marchini, come si è visto, propone l'acquisto del deposito a Firenze Fiera. E il valore comincia a crescere. Il 30 luglio Promedi srl cede il magazzino alla So.Ge.Si., un'altra società di Treviso con sede accanto alla Promedi, per 3.700.000 euro. E nella stessa data la So.Ge.Si. vende a Firenze Fiera per 4.475.000 euro. Un bell'affare, non c'è che dire: per il privato, ovviamente.  L'acquisto del deposito era talmente urgente... che rimarrà vuoto per 20 mesi, il tempo necessario per realizzare lavori di ristrutturazione per 980.000 euro, 680.000 dei quali, scrivono i giudici, a esclusivo beneficio della società Tecnoconference che ne prenderà in affitto una porzione.  Nel frattempo qualcuno sente puzza di bruciato e iniziano gli accertamenti sia della Corte dei Conti che della Procura. Sul deposito di via Perfetti Ricasoli verranno eseguite ben cinque perizie e il valore medio risulterà di 3.700.000 euro: la differenza con quanto sborsato da Firenze Fiera (775.000 euro) viene ora chiesta indietro all'ex amministratore Marchini, indagato anche per truffa ai danni dello Stato.  Nel corso delle indagini della Finanza si scoprirà anche che non c'era alcuna opzione in scadenza sull'immobile (dunque fu un bluff), non c'erano altri soggetti interessati all'acquisto, non c'era il via libera della Regione.  La Finanza ha sentito anche alcuni membri del consiglio di amministrazione di Firenze Fiera, tra cui l'ex sindaco di Prato Fabrizio Mattei e l'ex presidente della Camera di commercio Silvano Gori, che hanno scaricato Marchini sostenendo di non essere stati adeguatamente informati di quello che stava facendo. Si può quantomeno dire che il sistema di controllo non ha funzionato. A Pietro Marchini vengono contestate altre dissipazioni di soldi pubblici, per un totale, come si è detto, di 1.675.000 euro, ma la storia del magazzino pagato a peso d'oro le batte tutte.

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