La manifestazione
Ferranti si schiera con Gestri
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Gabriella Melighetti Cauto Giacomelli, l'Udc attacca: «Malagestione»
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PRATO. Bruno Ferranti, segretario del Pd, e Fabio Rossi, capogruppo del partito in Consiglio provinciale, si schierano col presidente della Provincia Lamberto Gestri, che ha sfiduciato l'assessore Gabriella Melighetti, mentre l'onorevole Antonello Giacomelli (Pd) si mostra più cauto e l'Udc, con Enrico Mencattini e Francesco Querci, critica la decisione di Gestri. Queste le reazioni politiche a due giorni dal terremoto in Provincia. «La strumentale e frettolosa critica verso le decisioni del presidente della Provincia - dice Ferranti - portano a distogliere l'attenzione dal vero nodo del problema: rendere più efficiente e più vicina ai bisogni dei cittadini l'amministrazione pubblica. L'obiettivo della Provincia è di adeguare la macchina burocratica alle nuove sfide che oggi la crisi di Prato ci impone. Non si tratta di provvedere alla riparazione di errori del passato. Non ci sono errori da riparare. La Provincia sia sotto la guida di Daniele Mannocci che quella di Massimo Logli ha ottenuto esemplari risultati di virtuosa gestione, portati ad esempio in tutta Italia e premiati dal Ministro Brunetta come modello di corretta gestione amministrativa». Secondo l'onorevole Giacomelli, invece, «le prese di posizione di queste ore delle parti sociali, dai sindacati agli imprenditori, impongono al Pd, rimasto fino ad ora giustamente estraneo al processo decisionale, una analisi più puntuale delle questioni e delle loro implicazioni, sia in relazione alle priorità dell'azione di governo in una fase così difficile per tutta l'area, sia in relazione ai vincoli di solidarietà della coalizione». Fabio Rossi, capogruppo Pd, è convinto «che l'impegno dell'assessore Melighetti è stato portato avanti con generosità e dedizione. Purtroppo la mancanza di una visione condivisa su un progetto strategico ha reso ineluttabile una scelta del presidente della Provincia che è stata davvero difficile. L'obiettivo principale che questa maggioranza vuole raggiungere - aggiunge - è che il vero vincitore dell'intero processo di revisione possa essere il cittadino, unico vero utente finale dell'azione amministrativa dell'ente locale ed è bene rammentarlo soprattutto ad un distratto centro destra». Per Enrico Mencattini e Francesco Querci (Udc), «quanto avvenuto in Provincia non è una scaramuccia interna alla Giunta e tantomeno una questione legata alla diatriba sulla figura di Giancarlo Cecchi, presunti requisiti o guadagni. E' invece il segno di una grande difficoltà organizzativa, di malagestione, di disagio politico». Secondo i due esponenti di centro, «Gestri non riesce a guidare una provincia creata in modo distorto dalle precedenti presidenze Logli e Mannocci. Il tentativo di imporre una figura estranea alla organizzazione precedente e di farlo andando contro logiche di equilibrio di bilancio sembra essere soprattutto un ultimo tentativo per evitare una paralisi amministrativa annunciata. Se per far questo Gestri si sia affidato ad un amico od invece ad un professionista secondo i parametri del mercato lo stabiliranno gli organi della Corte dei conti, ai quali non solo i politici forse si sono rivolti».
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