Attenzione
Ah, mangiare con le mani
Letizia Magnolfi
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Lezione su usi e costumi medievali La biblioteca Petrarca di Vernio ha ospitato una serata dedicata alla storia del galateo
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VERNIO. Quanti saranno quelli che si sentono infastiditi, quando, di fronte a un tavolo imbandito, vedono il cane gironzolare intorno a chiedere i rimasugli del pranzo? Per assurdo, dovremmo rivolgere questa domanda a chi viveva nel Medioevo: all'epoca il galateo permetteva addirittura di pulirsi le mani sul manto dei cani, le posate ancora non erano state inventate. È quanto è emerso nella serata del corso sul galateo, alla biblioteca Petrarca, dedicata alle epoche passate. Con una discreta partecipazione di iscritti, una ventina, Lisa Nannini, - che per la serata era vestita come una donna romana -, ha illustrato tre modi diversi di magiare, con tre differenti tipi di apparecchiature: una medievale, una rinascimentale e una in piena età barocca. Ad aiutarla una signora della Compagnia dell'Aringa vestita con gli abiti cinquecenteschi. «Sono emerse moltissime curiosità, che hanno colto l'attenzione dei partecipanti», ha commentato Lisa Nannini. Anche i Romani avevano le loro "stranezze"; per esempio solevano farsi lavare da uno schiavo sia le mani che i piedi prima dei pasti, e come oggi è tradizione di altri paesi e poco nostra, si portavano gli avanzi a casa. Non tutti sapranno anche che in epoca rinascimentale, quando le forchette iniziarono a essere usate, queste erano considerate un simbolo di debolezza da parte degli uomini, che preferivano continuare a mangiare con le mani. In epoca barocca invece, a conferma della sfarzosità che invadeva un po' tutti i campi, la moda prescriveva rigidi e importanti colletti bianchi e il servo doveva porre un piccolo vassoio sotto il mento del signore ogni volta che si accingeva a bere.
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