Gioco
Inaugurata la mostra sul cambiamento del clima al Museo del Tessuto
La terra vista attraverso il feltro Cinquanta opere da tutto il mondo
Angelarosa Pinto
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Una delle opere esposte 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Cinquanta lavori di artisti provenienti da Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, selezionati in una rosa di 180, frutto del concorso internazionale che chiedeva di interpretare il problema del cambiamento climatico attraverso l'uso artistico del feltro. E' questa l'offerta di "The climate is changing", l'esposizione di arte tessile contemporanea che è stata inaugurata ieri al Museo del Tessuto e che sarà visitabile fino al 7 luglio. La mostra, attraverso le opere degli artisti, vuole denunciare la situazione sempre più grave dell'ambiente, interrogandosi anche sulle responsabilità dell'uomo e sulla sua indifferenza. La selezione è stata effettuata da una giuria composta da cinque elementi: la conservatrice del museo Daniela Degl'Innocenti, la giornalista Beatrijs Sterk e le artiste tessili Lydia Predominato, Beate Bossert e Annie Sherburne. Quattro le aree tematiche che compongono l'allestimento, che si pongono anche come delle parole-chiavi per comprendere il messaggio della mostra stessa: Denuncia, Interrogativi, Soluzioni e Fiducia. Una presa di coscienza della gravità in cui versa il nostro pianeta che lascia comunque un barlume di speranza, anche attraverso le soluzioni proposte dagli artisti. L'esposizione è stata organizzata da tre associazioni: l'International Feltmakers Association, la Filz NetzWerk e il Coordinamento Tessitori. Al centro di tutto, il feltro. Materiale, questo, che si caratterizza per la sua versatilità e per l'uso creativo con cui si può adoperare. «Il feltro è un materiale molto interessante. Bello e flessibile, che permette opere con una struttura sia pesante sia leggera» afferma Andrea Cavicchi, presidente della fondazione Museo del Tessuto. «Io le opere, naturalmente, le ho viste tutte. Trovo che alcune siano particolarmente importanti per il significato che trasmettono - confessa Cavicchi - altre proprio come opere d'arte, come quelle con le rane che piovono dal cielo o con le tre meduse». Gli fa eco la Degl'Innocenti, che sottolinea come «la lavorazione del feltro coinvolge, da sempre, tutte le culture. Essa, dunque, è trasversale alla mostra in cui espongono artisti provenienti da tutto il mondo». Tra gli artisti, anche Eva Basile. "Quella sporca dozzina" è il titolo della sua opera: tredici mani, dodici sporche, una pulita. «L'invito - afferma l'artista - è quello di seguire quell'unica mano pulita, di rispondere positivamente a questa necessità di cambiamento che pervade l'ambiente e la mostra». Proprio quest'ultima rappresenta il fulcro dell'edizione 2010 di Feltrosa, manifestazione internazionale giunta già alla quinta edizione. Grazie ad addetti e appassionati, Feltrosa si pone come obiettivo quello di far conoscere l'arte del feltro. Il biglietto costa 6 euro. Per informazioni visitare il sito www.museodeltessuto.it o telefonare al numero 0574 611503.
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