Sicurezza
In venti alla festa degli alpini
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Un gruppo di alpini Gruppo parte da Comeana e solamente uno ha portato la piuma
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CARMIGNANO. Quel cappello con le penne nere fa simpatia, anche a chi il soldato non l'ha mai fatto. L'Alpino è per molti la figura buona e altruista, un simbolo. Il nuovo fronte, confessa il presidente Perona, è la solidarietà. Ed ecco così spiegato perché venti comeanesi - quasi tutti senza alcun trascorso militare nel corpo nato nel 1872 - ieri sono partiti alla volta di Bergamo a bordo di due roulotte e quattro camper: venti persone, un gruppo di amici, dal nonno di 80 e più anni ai nipoti che fanno le elementari, per partecipare insieme al raduno nazionale. Tra loro solo uno è stato un alpino vero. «Altri due o tre lo erano ed oggi non ci sono più. Partecipiamo anche nel ricordo di loro» ricorda Roberto Allegri. Ma che uno sia stato o meno alpino poco conta. «Due anni fa sono andato a Bassano. Al solo veder sfilare le "penne nere" percepisci subito la forza d'animo di questo corpo" dice Roberto Allegri. "Partecipare è un modo per sentirsi più italiani» aggiunge il più giovane Alberto Corona. Da venti anni, anche se non tutti gli anni, molti di loro partecipano al raduno nazionale. "Quest'anno alla fabbrica Allegri abbiamo voluto organizzare qualcosa di particolare" racconta sempre Alberto Corona. E così, prima di partire, c'è stato un pranzo nella sala mensa dell'azienda tessile: tra gli invitati il sindaco, il comandante della polizia municipale e il vecchio e nuovo parroco di Comeana, don Sernesi e don Horlescu, che ha benedetto i mezzi. Erano stati invitati anche gli alpini della sezione di Carmignano e di Poggio a Caiano, ma erano già partiti all'alba per Bergamo dove tra oggi e domani sono attese più di 400 mila persone. Tutti hanno già il loro posto assegnato: il gruppo di Comeana sarà nel campo principale. W.F.
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