Il dolore
«Il credito è sano, ma manca la voglia di investire in unazienda»
E le banche puntano il dito sugli imprenditori
Ba.bu.
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PRATO. Il sistema bancario punta il dito contro gli imprenditori rovesciando il cliché che li vorrebbe vittime di un apparato burocratico del credito lontano dalle esigenze del territorio. Il messaggio trasmesso dagli operatori delle banche più vicine al tessuto imprenditoriale locale risuona forte e chiaro tra le pareti dell'auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze, dove si è svolta l'ottava giornata dell'economia. «Le banche possono operare se hanno la possibilità di dialogare con imprenditori che vogliono intraprendere - dicono gli istituti di credito intervenuti al convegno - Ma dall'altra parte ci deve essere un capitale di rischio. Invece è sempre più difficile trovare qualcuno disposto a investire in un'azienda». Le sofferenze bancarie nel corso del 2009 sono cresciute a Prato del 57,2 per cento. La preoccupazione diffusa è dunque che alla debolezza della crisi di mercato si sommi un ulteriore inasprimento delle politiche del credito. «Il sistema bancario italiano è il più solido - ha detto il presidente di Cariprato Divo Gronchi a margine del convegno fiorentino - perché le banche sono istituti commerciali che investono i loro attivi nelle imprese e non in scommesse finanziarie. Abbiamo delle regole, che applichiamo con rigore, e i controllori sono molto attenti».
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