Il Tirreno

Prato

Sfrattato, minaccia il suicidio

Paolo Nencioni
L’assessore Giorgio Silli davanti alla porta dell’anticamera. A destra Giuseppe Mocera
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L’assessore Giorgio Silli davanti alla porta dell’anticamera. A destra Giuseppe Mocera

Voleva darsi fuoco, l'assessore Silli lo convince a desistere

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 PRATO. Il dramma di Giuseppe Mocera è comune a tanti altri alle prese con la crisi economica: non è abbastanza povero per aspirare a una casa popolare e non guadagna abbastanza per pagare l'affitto di una casa decente. E così ieri mattina Mocera, 53 anni, guardia giurata per una società fiorentina, ha deciso di prendere una scorciatoia.  Di buon'ora è stato sfrattato per morosità dalla sua casa di via Deledda, a Coiano, dove viveva insieme alla moglie, e un paio d'ore più tardi si è presentato all'Assessorato ai Servizi sociali, in via Roma, minacciando di darsi fuoco se qualcuno non lo avesse ascoltato.  E' stato l'assessore all'Immigrazione Giorgio Silli, insieme al commissario della polizia municipale Stefano Assirelli, a convincerlo a desistere dai suoi intenti. Subito dopo un' ambulanza della Croce d'Oro l'ha portato in ospedale per accertamenti, mentre la moglie Patrizia si tratteneva a colloquio con l'assessore.  Il caso è esploso poco dopo le 11 nell'ex casa di riposo di via Roma, ora sede di Immigrazione e Servizi sociali. Giuseppe Mocera è entrato insieme alla moglie, hanno cercato di parlare con qualcuno per esporre i loro problemi, ma lui aveva già in mente il gesto clamoroso. E' entrato in un' anticamera al primo piano, ha tirato fuori una bottiglietta di plastica piena di benzina e ne ha gettato un po' sul pavimento, poi ha impugnato un accendino e ha minacciato di darsi fuoco se non l'avessero ascoltato.  Sul posto è arrivata subito la pattuglia dei vigili urbani che fa servizio in via Roma da quando si sono verificati episodi di violenza (una dipendente schiaffeggiata da un nomade e ancora prima l'incursione di una persona armata di coltello). Sono poi intervenuti i vigili del fuoco e un'ambulanza della Croce d'Oro, mentre l'assessore Silli dal suo ufficio prendeva informazioni sul caso di Mocera dall'assessore Dante Mondanelli (in viaggio verso Ebensee).  Silli e Assirelli sono poi saliti al primo piano, dove i pompieri con un idrante stavano tenendo "sotto tiro" Giuseppe Mocera, pronti ad aprire l'acqua se la situazione fosse precipitata, e hanno parlato qualche minuto con la guardia giurata in lacrime, convincendolo a desistere. Intorno alle 12,30 l'emergenza era risolta. Non i problemi di Mocera, che verrà temporaneamente aiutato dal Comune ma poi dovrà trovare i soldi per pagare un affitto. L'assessore Silli ha trovato una sistemazione provvisoria per quattro giorni grazie alla Caritas e ne ha informato la moglie dell'uomo; in seguito si cercherà un'abitazione sul mercato privato. Una cosa è certa: la situazione dei coniugi Mocera è molto difficile, ma purtroppo c'è anche chi sta peggio di loro, le risorse del Comune non sono illimitate e la soluzione non può essere quella di trasformarsi in bonzi per ottenere quello che altrimenti verrebbe negato.

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