Il dolore
Sfiduciato l'assessore al Bilancio
Giovanni Ciattini
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Il presidente della Provincia Lamberto Gestri Caso Cecchi: il presidente Gestri ha revocato l'incarico alla Melighetti
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PRATO. La nomina a direttore generale di Giancarlo Cecchi val bene un assessore. Il presidente provinciale Lamberto Gestri, all'indomani dell'approvazione della delibera con cui è stato affidato l'incarico biennale all'ex manager del gruppo Fusi, ha tolto le deleghe all'assessore al Bilancio e al Personale Gabriella Melighetti che aveva espresso dubbi sulla nomina a Cecchi. Presidente Gestri, perché ha deciso di sacrificare un suo assessore per salvare il posto, a tempo determinato, del nuovo direttore generale? Si è sentito tradito dall'assessore Melighetti che si è rifiutata di votare la delibera? «La sua presa di posizione è arrivata fuori tempo massimo. Non mi può chiedere di inviare gli atti alla Corte dei Conti per un parere, dopo sei mesi che stiamo lavorando a questo progetto che io ritengo fondamentale per il futuro dell'Ente. L'assessore Melighetti doveva occuparsi della predisposizione degli atti e il fatto lei non abbia condiviso questa scelta strategica dimostra che non c'è condivisione su una scelta che non è marginale. Posso solo aggiungere che tutto ciò mi addolora sul piano umano». Perché secondo lei l'assessore Melighetti ha fatto resistenza? «Perché temeva che, a causa della falsa questione della laurea, si sarebbe potuto verificare un danno erariale. Era preoccupata del fatto che la Provincia potesse dare un incarico ad una persona priva dei requisiti. Ma questo è sempre stato un problema inesistente». Una volta per tutte: per fare il direttore generale serve o non serve la laurea? «Tutti i pareri che abbiamo acquisito vanno nella stessa direzione: non è un titolo necessario. Questo ci è stato confermato dal presidente nazionale dei direttore generali, dal nostro segretario generale Massimo Migani, da illustri studi di avvocati fiorentini». Ma i pareri legali sono stati pagati dal diretto interessato, Giancarlo Cecchi. «Ciò non toglie nulla alla fondatezza dei pareri espressi. Sono stati pareri chiesti a titolo personale come ulteriore verifica». A questo punto sono due le domande che sorgono: la Provincia aveva proprio bisogno di un direttore generale (stipendio 200mila euro l'anno) e perché l'attenzione si è concentrata proprio sul nome di Cecchi? «Dalla scorsa estate quando mi sono insediato in Provincia mi sono reso conto che era necessario attuare un progetto organico di riforma dell'ente. C'era necessità di rimettere le mani sul bilancio: occorreva provvedere alla dismissione degli affitti e alla valorizzazione dei nostri edifici, dare risposte all'insoddisfzione degli utenti (Comuni, associazionismo, onlus). Preoccupava anche la situazione delle entrate in calo. Per questo ho pensato ad una cabina di regia formata da giunta, direttore generale e segretario generale. Tra gli obiettivi la riduzione della spesa di funzionamento della macchina amministrativa cresciuta in maniera preoccupante. Sono sicuro che i costi del direttore generale saranno ampiamente recuperati grazie alla razionalizzazione della spesa. La scelta di Cecchi è basata su un rapporto di stima reciproca: sono sicuro che immetterà elementi di novità e positività». Anche il ragioniere capo e i sindaci revisori avevano espresso parere negativo. «Questo è successo a dicembre. I sindaci revisori si sono pronunciati, pur non avendone titolo, sulla laurea. Il ragioniere capo sul fatto che questa spesa non era prevista nel bilancio 2009 e che non c'era un piano occupazionale. Per questo ritirammo la delibera e nominai Cecchi, provvisoriamente, consulente a titolo gratuito». Si dice che lei si sia così esposto nei confronti di Cecchi per una sorta di riconoscenza "elettorale". «Io e Cecchi ci conosciamo da tempo, lui è di Tobbiana e io di Casale. Proveniamo entrambi dalla Dc. Ma lui oggi non so per chi voti, e nella mia campagna elettorale posso giurare che non ha avuto alcun ruolo». Ha già deciso a chi affiderà la poltrona della Melighetti? «A nessuno. La giunta resterà a sette. Martedì ridistribuirò le deleghe».
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