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Prato

«Con mille euro al mese non ci si fa»

Patrizia Fazio, la moglie dell’uomo che ha minacciato di darsi fuoco in via Roma
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Patrizia Fazio, la moglie dell’uomo che ha minacciato di darsi fuoco in via Roma

La moglie: «Non vogliamo la casa gratis, ma un canone meno caro»

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 PRATO. «Mio marito guadagna mille euro al mese, io fino all'anno scorso lavoravo in un vaporizzo ma ho dovuto smettere dopo un intervento chirurgico e l'affitto era di 750 euro: per questo siamo morosi».  Patrizia Fazio, moglie di Giuseppe Mocera, spiega in due parole perché il marito ieri mattina ha minacciato di darsi fuoco in via Roma. I coniugi avevano accumulato un debito di 3.500 euro e il proprietario della casa di via Deledda gli ha inviato lo sfratto, eseguito ieri mattina dopo una proroga di un mese.  «Io chiedo solo di sapere dove dormirò stanotte - si lamenta Patrizia Fazio - Siamo andati dagli assistenti sociali e ci hanno detto che non hanno la bacchetta magica. Ma guardate che noi non chiediamo una casa gratis, vorremmo solo un alloggio con un affitto meno caro. Non possiamo accedere alla graduatoria delle case popolari perché quando è stata fatta io ancora lavoravo e non abbiamo nemmeno nostro figlio a carico».  Mirco Mocera, il figlio, ha numerosi precedenti penali. A ottobre è uscito dal carcere ed è stato messo agli arresti domiciliari dai genitori, ma a fine marzo è tornato alla Dogaia proprio perché i genitori erano sotto sfratto e lui non ha la residenza in via Deledda.  La madre ce l'ha anche con gli stranieri. Dice che le case popolari le danno a chi non ne ha diritto. In realtà, come si è visto nei giorni scorsi per il caso di via di Gello, c'è una graduatoria con precisi requisiti. Il problema sta in quella maledetta zona grigia tra la povertà assoluta e un livello di reddito sufficiente per trovare casa sul mercato privato.

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