Il dolore
LA STORIA
Il sindacalista morto per le botte
Roberto Daghini
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PRATO. La data del 1º maggio come giorno della festa del lavoro fu scelta in un primo momento per ricordare la battaglia del diritto all'orario quotidiano delle 8 ore. Ma dopo gli incidenti avvenuti il 4 maggio 1886 a Chicago quando la polizia sparò sui dimostranti che scioperavano per rivendicare miglioramenti salariali uccidendo numerose persone, questa data commemorò il tragico avvenimento. La festa fu poi istituita in Europa nel 1889 e in Italia dal 1891. Con la nascita del Partito socialista vennero istituite le camere del lavoro. Quella pratese fu fondata nel 1897, come prima sezione fu istituita dai tipografi e come primo segretario fu scelto il socialista ex anarchico Giulio Braga, "stippettaio" originario di Ferrara. Fu grazie alle lotte organizzate dalle leghe sindacali che gli operai riuscirono a migliorare le loro condizioni economiche. Con l'avvento del fascismo tra 1921 e 1922 anche la Camera del lavoro pratese fu distrutta, i dirigenti perseguitati e costretti al silenzio. Primo fra tutti Giulio Braga che per rappresaglia in seguito alla morte del fascista tenente Florio fu prelevato da casa e vigliaccamente picchiato davanti alle figlie e alla moglie. Per quelle percosse morirà il 9 febbraio 1925 a 57 anni. Anche le organizzazioni delle leghe bianche cattoliche subirono la stessa sorte e il segretario pratese Marino Olmi, arrestato nel marzo 1922, morì in carcere pochi mesi dopo. Il regime fascista in sostituzione della festa del 1º maggio istituitì la data del 21 aprile che ricordava il "Natale di Roma" festività istituita per ricordare la fondazione della città. Furono creati i sindacati corporativisti fascisti che durante gli anni del regime lasciarono praticamente gli operai alla mercè degli imprenditori. Con la liberazione la camera del lavoro fu riorganizzata, in essa confluirono tutte le anime antifasciste comunista, socialista e cattolica. Ma la guerra fredda e le lotte politiche della componente social comunista determinarono la scissione dei cattolici e socialdemcratici. Nel 1948 i socialcomunisti riuniti nella Cgil elessero a Prato segretario Luigi Bonistalli, oggi con quasi 6 milioni di iscritti è il maggiore sindacato italiano.
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