Il Tirreno

Prato

Per un giorno i figli andranno in ufficio insieme ai genitori. Cavicchi: «Siamo una grande famiglia»

In fabbrica con babbo e mamma

Maria Lardara
Il logo della giornata in fabbrica
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Il logo della giornata in fabbrica

La Furpile aderisce all'iniziativa di Corriere Economia il 27 maggio

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 PRATO. Mamma e papà al lavoro, che barba. Quante volte capita che i figli più piccoli facciano spallucce quando i genitori dicono: «Vado a lavorare». Ma dov'è che poi realmente vanno? I bambini potranno rendersene conto con i loro occhi se uno dei genitori è dipendente del gruppo Furpile. Per una volta, nell'azienda dell'imprenditore Andrea Cavicchi, le scrivanie dell'ufficio e il rumore dei macchinari tessili faranno posto a voci di bambini incuriositi dal luogo che tiene lontano da casa i genitori.  Sarà la festa dei "Bimbi in ufficio con mamma e papà" quella che colorerà di allegria il pomeriggio di lavoro (venerdì 21 maggio, ore 17) nelle diverse aziende del gruppo (Furpile Moda, Furpile Idea, Furpile Maglia, Filtrade). Un'iniziativa nazionale lanciata dal Corriere Economia e alla quale per ora, dal distretto pratese, aderisce solo la Furpile Industry accanto a nomi di colossi del panorama nazionale quali Kraft, Nestlè, Colgate Palmolive e Benetton. E così, dopo la festa della mamma e del papà, riveste importanza anche quella dei genitori che lavorano. Porte aperte di fabbriche e uffici, dove i più piccoli saranno accompagnati a visitare gli angoli che mamma e papà vivono tutti i giorni. E per tutti una golosa merenda. «Stiamo pensando - spiega Cavicchi - di estendere l'invito anche ai lavoratori esterni di società in collegamento con la Furpile, come le rifinizioni». Al di là della festa, con questa adesione Cavicchi sottolinea un certo approccio "friendly" che qualche volta un'azienda dovrebbe avere verso i suoi dipendenti, alle prese con le tante incombenze del lavoro e della famiglia. E talvolta sono i figli a rimetterci. «Troppo spesso - fa notare il presidente del Museo del Tessuto - un'azienda è vista come luogo freddo e non accogliente, dove si consuma una separazione tra vita familiare e professionale. Accogliere i figli dei dipendenti significa anche farli sentire simbolicamente come parte di un'unica grande famiglia». E poi non c'è niente di strano se un bambino vede dov'è che vanno ogni mattina mamma e babbo per portare la pagnotta a casa. Nella mente di Cavicchi si annodano ricordi che lo portano all'infanzia. «Quando ero piccolo - racconta - mio padre mi portava spesso in azienda e ne ero contento».

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