Il dolore
Aperitivi, stuzzichini multietnici e film
Letizia Magnolfi
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Un corso di lingue straniere Cresce l'offerta alla don Milani. Successo dei corsi di lingua cinese
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VAIANO. L'Associazione Don Milani aumenta il suo impegno per la comunità, scoprendo nuovi modi di entrare in contatto con "l'altro", sempre visto come diverso, estraneo. Parla Lucia Barbieri, progettista e coordinatrice del progetto "Caleidoscopio" che dà nome a tutte queste iniziative: «accanto ai servizi già noti, come lo sportello che aiuta a cercare affitti e trovare lavoro, - spiega Lucia -, abbiamo ideato questa nuovo programma: un aperitivo analcolico ma con stuzzichini multietnici e un cineforum la sera». Un modo per conoscere e per conoscersi, un'alternativa artistica e sicuramente originale per entrare in contatto con culture lontane dalla nostra. Il cineforum inizierà a partire da metà aprile, presso la sede della Don Milani in via degli Artigiani: Cuba, Pakistan, Marocco e Brasile saranno i paesi messi a confronto. Mercoldì 14 aprile si inizia con "Habana blues" di Benito Zambrano, un film con tema la ricerca della libertà. Mercoledì 28 sarà proiettato il pakistano "Acque silenziose", che ha come protagonista una donna stravolta dall'avvento della legge islamica integralista nel suo paese; il 12 maggio "A Casablanca gli angeli non volano", offrirà uno spaccato inusuale di un Marocco lontano dalla frenesia e dai ritmi di vita occidentali della famosa città. L'ultimo film sarà proiettato mercoledì 26 maggio ed è il brasiliano "La città di Dio", storia ambientata in una favela che alla fine regala allo spettatore un moto di speranza per il futuro quando questo sembra essere invece negato. L'aperitivo inizia alle 19.30, la partecipazione è gratuita ma è necessario prenotare entro il martedì precedente la proiezione del film presso l'associazione o chiamando il numero 3803425922. Accanto a questo nuovissimo percorso la Don Milani continua a macinare nel dare lezioni gratuite di lingue: si insegnano infatti italiano, arabo e cinese, e c'è un progetto futuro che riguarda anche la lettura della Costituzione. «Il dato curioso, - racconta Lucia -, è che a imparare il cinese ci sono tutti italiani; un po' lo fanno per passione ma più che altro per esigenze legate al lavoro».
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