Sicurezza
SPAZI SEGRETI IN CENTRO
In fila per vedere le celle delle suore
Martina Rafanelli
Erano moltissimi, alcune centinaia, coloro che nella giornata di domenica non si sono lasciati sfuggire l'occasione unica di poter visitare le celle monacali del convento di S. Niccolò. Aperte per la prima volta ai visitatori in occasione della Giornata del Fai di primavera grazie al patrocinio della Provincia, le stanze dell'antico monastero
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PRATO. Erano moltissimi, alcune centinaia, coloro che nella giornata di domenica non si sono lasciati sfuggire l'occasione unica di poter visitare le celle monacali del convento di S. Niccolò. Aperte per la prima volta ai visitatori in occasione della Giornata del Fai di primavera grazie al patrocinio della Provincia, le stanze dell'antico monastero dove ancora oggi alloggiano le suore Domenicane hanno avuto un forte potere attrattivo non solo per i pratesi, ma anche per qualcuno proveniente da fuori provincia, con tempi d'attesa di circa un'ora per chi ha scelto di mettersi in coda nel pomeriggio; una coda che ha invaso anche la piazza, uscendo dal cortile del Conservatorio.
La visita guidata prevedeva un'entrata a gruppi di 30 persone con ingresso a contributo libero. Il percorso stabiliva una prima tappa all'interno della chiesa, dove la madre superiora suor Armida Fresia ha tenuto una breve lezione sulla storia del Conservatorio, dalla sua nascita nel 1323 fino a oggi, e sugli affreschi con le immagini di S. Nicola e S. Domenico, i marmi e le relative decorazioni barocche presenti all'interno della chiesa stessa.
Poi è iniziata la visita all'interno dell'antico monastero, introdotta da un'esponente Fai. «Ringraziamo le suore e la Fondazione S. Niccolò - ha detto - per aver reso visitabili anche stanze prima inaccessibili. Non eravamo preparati a questa grande affluenza». I gruppi di visitatori hanno percorso poi il corridoio che conduce alla Sala Capitolare, importante luogo decisionale per le suore, restaurata un anno e mezzo fa e caratterizzata da archi romanici trecenteschi e da grandi affreschi sulle pareti.
A fare da ciceroni alcuni allievi del liceo che, con evidente emozione ma grande accuratezza, hanno guidato i gruppi alla scoperta del convento. Lasciata alle spalle la Sala Capitolare il percorso prevedeva poi la visita al chiostro interno. Salendo quindi le scale, prima di giungere all'attesissimo corridoio delle celle, d'obbligo una fermata nella Cappella del Crocifisso, con la teca contenente appunto un crocifisso ligneo del '400.
Infine la parte più attesa: la visita alle celle monacali. Quattro in tutto quelle aperte al pubblico, tra cui l'alloggio di suor Armida. Come immaginabile le celle richiamano all'essenzialità della vita monacale; nelle stanze, di dimensioni piuttosto anguste, ad eccezione di quella della madre superiora, e alcune comunicanti tra loro dai terrazzi, solo un letto, in alcuni casi risalente al '700, una piccola scrivania con l'immancabile Bibbia, un armadio per abiti e libri: nient'altro. La visita di circa un'ora è terminata con l'uscita dalla scala regia del Valentini.
Per chi ha perso l'occasione, il convento potrà essere visitato ogni primo sabato del mese a partire dall'8 maggio, prenotando allo 0574 26103.
La visita guidata prevedeva un'entrata a gruppi di 30 persone con ingresso a contributo libero. Il percorso stabiliva una prima tappa all'interno della chiesa, dove la madre superiora suor Armida Fresia ha tenuto una breve lezione sulla storia del Conservatorio, dalla sua nascita nel 1323 fino a oggi, e sugli affreschi con le immagini di S. Nicola e S. Domenico, i marmi e le relative decorazioni barocche presenti all'interno della chiesa stessa.
Poi è iniziata la visita all'interno dell'antico monastero, introdotta da un'esponente Fai. «Ringraziamo le suore e la Fondazione S. Niccolò - ha detto - per aver reso visitabili anche stanze prima inaccessibili. Non eravamo preparati a questa grande affluenza». I gruppi di visitatori hanno percorso poi il corridoio che conduce alla Sala Capitolare, importante luogo decisionale per le suore, restaurata un anno e mezzo fa e caratterizzata da archi romanici trecenteschi e da grandi affreschi sulle pareti.
A fare da ciceroni alcuni allievi del liceo che, con evidente emozione ma grande accuratezza, hanno guidato i gruppi alla scoperta del convento. Lasciata alle spalle la Sala Capitolare il percorso prevedeva poi la visita al chiostro interno. Salendo quindi le scale, prima di giungere all'attesissimo corridoio delle celle, d'obbligo una fermata nella Cappella del Crocifisso, con la teca contenente appunto un crocifisso ligneo del '400.
Infine la parte più attesa: la visita alle celle monacali. Quattro in tutto quelle aperte al pubblico, tra cui l'alloggio di suor Armida. Come immaginabile le celle richiamano all'essenzialità della vita monacale; nelle stanze, di dimensioni piuttosto anguste, ad eccezione di quella della madre superiora, e alcune comunicanti tra loro dai terrazzi, solo un letto, in alcuni casi risalente al '700, una piccola scrivania con l'immancabile Bibbia, un armadio per abiti e libri: nient'altro. La visita di circa un'ora è terminata con l'uscita dalla scala regia del Valentini.
Per chi ha perso l'occasione, il convento potrà essere visitato ogni primo sabato del mese a partire dall'8 maggio, prenotando allo 0574 26103.
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