Il Tirreno

Prato

Il centrosinistra torna in testa

Cristina Orsini
A destra, Mattei e Magnolfi al voto I due consiglieri uscenti sono stati entrambi confermati
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A destra, Mattei e Magnolfi al voto I due consiglieri uscenti sono stati entrambi confermati

Il dato politico delle elezioni regionali a Prato è netto: vittoria incontrovertibile della coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Enrico Rossi, incoronato governatore della Toscana con oltre il 59% delle preferenze (una delle percentuali maggiori in Italia)

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PRATO. Il dato politico delle elezioni regionali a Prato è netto: vittoria incontrovertibile della coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Enrico Rossi, incoronato governatore della Toscana con oltre il 59% delle preferenze (una delle percentuali maggiori in Italia). Il ribaltino sperato e cercato da Pd, Idv e dalle sinistre si è così trasformato in un ribaltone.  I numeri non mentono: nel Comune di Prato il 55,48% delle preferenze è andato alla coalizione di centrosinistra, il 39,91% alla coalizione di centrodestra (Pdl e Lega). L'Udc tiene e porta a casa il 4,61%. Sommando le percentuali, la coalizione che oggi governa il Comune raggiunge il 44.52% e si attesta a poco meno di 11 punti di distanza dalla coalizione di centrosinistra. Per dirla con il segretario Pd Bruno Ferranti: «Si riconferma che questa città non è di destra, il Pd è il primo partito (col 39,49% di preferenze, lo 0,41% in meno del risultato delle comunali 2009, mentre in Provincia recupera due punti, dal 37,90 a 39,49 ndr) e il centrosinistra si rafforza. Inoltre - aggiunge - è la prima volta che il centrosinistra pratese va a una tornata elettorale come partito di minoranza, dunque un ottimo risultato».  Secondo il coordinatore Pdl Riccardo Mazzoni «la percentuale raggiunta ci soddisfa perchè conferma il risultato della coalizione che ha eletto Cenni otto mesi fa: 44,39%. Un altro motivo di soddisfazione - aggiunge - è aver mantenuto il Pdl sopra il 30%». Se la vittoria del centrosinistra è "senza se e senza ma" sono però altri gli elementi choc di queste votazioni: in primo luogo l'astensionismo che ha colpito in modo paritetico Pd e Pdl. Alle Regionali 2005 aveva votato il 70,63% degli aventi diritto (erano 133.478 persone), oggi si è recato alle urne il 61,53% per un totale di 114.797 persone con un'emorragia di circa 19mila voti che ha pesato equamente sui partiti più strutturati, ma non ha toccato Lega, Idv e Udc.  L'Udc regge bene rispetto a alle comunali 2009 e anzi aumenta di un punto (4,56). Ma il vero exploit l'hanno fatto Lega e Italia dei valori, rispettivamente al 9,69% - dato più alto di due oltre 2 punti rispetto alla media regionale - e al 9,86, con percentuali raddoppiate rispetto alle amministrative di nove mesi fa, quando la Lega si attestò al 5,07 e Idv al 4,26. Sono loro i veri vincitori di questa tornata elettorale «che ha portato - è l'analisi di Mazzoni - una radicalizzazione del voto». I numeri assoluti, sempre relativi al Comune di Prato, spiegano meglio la situazione. Nelle comunali di giugno l'Idv conquistò 4.132 voti a Prato. Oggi ne porta a casa 9.540: più del doppio. Stesso incremento per la Lega Nord: in giugno fu votata da 4.913 persone, oggi da 9.592. Segno più anche per l'Udc che ha incassato 4.470 preferenze, nove mesi fa erano state 3.101.  Chi ha perso votanti? I conti sono presto fatti: il Pdl che in percentuale, rispetto alle comunali 2009 ha perso due punti (30,10 oggi, 32,48 a giugno), è stato votato da 21.971 persone, perdendo circa 10mila voti rispetto alle comunali scorse quando a fare il segno sul simbolo azzurro furono in 31.505. Ma la perdita è anche maggiore, considerando i voti della Destra (nel 2009 furono 1.75, l'1,1%) che stavolta non c'era, ma votava Faenzi. Quote di disaffezione molto simili per il Pd: sono stati 28.737 i voti assoluti di queste regionali, furono 38.699 in giugno. «Mi pare importante - è il commento del deputato Pd Antonello Giacomelli - il consenso che Rossi ha avuto a livello regionale e anche a Prato. Sui risultati locali credo ci sia una tenuta del centrosinistra ma con numeri sui quali c'è bisogno di una riflessione accurata e da non prendere in modo superficiale». Dai risultati appare anche che la crescita della Lega è andata a scapito del Pdl, mentre l'esplosione di Idv avrebbe inciso meno sul risultato del Pd.  L'ultimo dato da rilevare riguarda le sinistre che si sono riaffacciate sul panorama politico pratese dopo un lungo periodo di immersione. Sinistra, Ecologia e Libertà ha raggiunto il 3,07%, più o meno la stessa percentuale di gradimento della Federazione della sinistra che raggruppava Rifondazione e Comunisti Italiani che si è attestata al 3,30%. Complessivamente la sinistra radicale dunque supera il 6%.  Il voto in provincia ha visto l'impennata di Rossi a Vernio (63,06%) con la parallela caduta di Faenzi (33,04%). La Lega ha il risultato migliore a Vaiano: 11,44%. la Federazione della sinistra raggiunge il massimo a Vernio (5,57), mentre Idv sfonda il 10% a Montemurlo (10,11%). E' nel Montalbano che il Pd tocca il minimo col 34,80 di Poggio che regala al Pdl il 34,65%.

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