Il Tirreno

Prato

Crollano filature e tessiture, aumentano le confezioni

Alessandro Pattume
Una lavorazione tessile
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Una lavorazione tessile

Aziende artigiane in lotta contro la crisi. Non solo a Prato. Montemurlo nel 2009 ha infatti retto l'impatto meglio di altri comuni, ma questo non ha comunque evitato di registrare flessioni nette e preoccupanti nei settori storici

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MONTEMURLO. Aziende artigiane in lotta contro la crisi. Non solo a Prato. Montemurlo nel 2009 ha infatti retto l'impatto meglio di altri comuni, ma questo non ha comunque evitato di registrare flessioni nette e preoccupanti nei settori storici. E soprattutto per quanto riguarda le aziende artigiane. E' quanto emerge dai dati forniti dalla Camera di Commercio di Prato in base alle iscrizioni al registro delle imprese attive nel 2009.  Dal confronto con il 2008 però, non mancano le sorprese e le eccezioni, che possono non solo far pensare a un primo tentativo di riassetto ma anche a vere e proprio nuove tendenze.  Tessili e confezioni. Un totale di 909 aziende nel settore tessile e dell'abbigliamento: dieci in meno, complessivamente, rispetto al 2008. Ma il dato più lampante, e forse telefonato, è che sono le confezioni a tenere stretta la forbice. Sono infatti 277 quelle registrate nel 2009, 14 in più rispetto al 2008, per un incremento dovuto soprattutto all'ambito del vestiario e degli accessori.  Il settore delle industrie tessili invece fa registrare soprattutto il crollo delle filature, 17 aziende in meno, di cui nove artigiane. Sempre di segno meno le tessiture, che da 279 nel 2008 sono passate in un anno a 271.  Assolutamente stabile infine la situazione delle poche tintorie e pelletterie presenti sul territorio montemurlese.  Le altre. Nel confronto con il 2008, anche negli altri settori il segno è negativo. Ed è un segno meno spalmato su tutti i settori, nessuno escluso. L'agricoltura, per esempio, registra una flessione del 6,4%, cioè tre aziende in meno rispetto al 2008, e la totale scomparsa di quelle artigiane legate alla silvicoltura. Anche quello delle costruzioni cede e con un 2,4% in meno rispetto al 2008 certifica la scomparsa, purtroppo, di 11 aziende.  E se da una parte il settore manifatturiero fa registrare una flessione complessiva dello 0,9 per cento per un totale di 1189 contro le 1200 registrate nel 2008, è nel dettaglio che si scoprono le cose più interessanti. Cedono infatti il settore del cuoio (18,2% in meno), quello del legno (11,1% in meno), quello dei prodotti chimici e delle fibre sintetiche (25% in meno) e quello, infine, della lavorazione dei minerali (16,7% in meno). Tengono invece il reparto abbigliamento/pellicce, che vede incrementare il settore di un 5,3%, con un sostanziale aumento delle imprese artigiane (23 in più) e il settore dei mobili (7,7% in più). Un incremento più deciso è invece quello che fa registrare il settore degli apparecchi medicali e ottici di precisione, con un più 16,7%. L'editoria e la stampa infine vedono un incremento del 50% sul territorio per un totale di nove aziende, tre in più rispetto al 2008.

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