Il Tirreno

Prato

Condannata per frode fiscale

Controlli della Finanza in una ditta cinese
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Controlli della Finanza in una ditta cinese

Confezionista cinese aveva presentato fatture emesse da due aziende: una chiusa da anni, l'altra inesistente

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 PRATO. Una confezionista cinese è stata condannata dal giudice monocratico Anna Primavera a un anno e due mesi di reclusione perché riconosciuta colpevole di aver realizzato una frode fiscale utilizzando nel bilancio della sua azienda numerose fatture per operazioni inesistenti per un importo di circa 200.000 euro.  Un caso a suo modo emblematico, quello della confezionista, perché apre uno spaccato su come vengono gestite certe pratiche fiscali nella comunità cinese e non solo.  Le indagini sono state condotte dalla guardia di finanza e hanno riguardato gli anni fiscali dal 2003 al 2005. In realtà, però, non si è trattato di accertamenti particolarmente raffinati, perché non ce n'era alcun bisogno. Ai finanzieri è bastato controllare le due aziende che, in base alla contabilità della confezione, avevano emesso un certo numero di fatture per scoprire che una era chiusa ormai da anni mentre l'altra, addirittura, risultava inesistente.  Una frode assai grossolana, insomma, che chiunque avrebbe potuto realizzare senza l'aiuto di professionisti del settore, a patto di non incappare mai in un controllo fiscale.  La confezionista cinese, invece, il controllo l'ha avuto, come accade regolarmente a molti suoi connazionali e la magagna è saltata fuori.  L'evasione sull'Iva non è stratosferica, intorno ai 40.000 euro, e all'azienda ne verranno chiesti il doppio (il contenzioso con l'erario è ancora aperto). Intanto però è scattato il processo penale e l'avvocato difensore della confezionista, Francesco Cerruto, ha potuto fare ben poco per limitare i danni. La sua cliente, nonostante sia titolare di un'attività economica in Italia, non parla quasi una parola di italiano e l'avvocato ha potuto soltanto avanzare il sospetto che la donna sia stata in qualche modo imbrogliata da terzi, anche se poi il vantaggio patrimoniale della frode era tutto a favore della sua azienda. P.N.

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