Il Tirreno

Prato

L’INCHIESTA SUI FINTI CONTROLLI

Favori ai cinesi, una talpa in QuesturaBmw, Mercedes: la bella vita del poliziotto

Paolo Nencioni
Il procuratore capo Piero Tony, a sinistra stranieri in coda davanti alla Questura
◗
Il procuratore capo Piero Tony, a sinistra stranieri in coda davanti alla Questura

Tanti regali, tanti inviti a cena, ma pochi soldi, almeno quelli di cui finora si è trovata traccia. Così i cinesi amici di Dong Bangyun e di Ye Zhouwen ringraziavano i poliziotti e i carabinieri che hanno fatto loro piccoli e grandi favori, quegli otto poliziotti e quei tre carabinieri che sono coinvolti a vario titolo nell'inchiesta

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tanti regali, tanti inviti a cena, ma pochi soldi, almeno quelli di cui finora si è trovata traccia. Così i cinesi amici di Dong Bangyun e di Ye Zhouwen ringraziavano i poliziotti e i carabinieri che hanno fatto loro piccoli e grandi favori, quegli otto poliziotti e quei tre carabinieri che sono coinvolti a vario titolo nell'inchiesta dei sostituti Paolini e Canovai scoppiata sabato mattina come una bomba.

La talpa. Scorrendo le 234 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Anna Liguori si scopre anche che molto presto, già nel dicembre del 2008, uno dei principali indagati, il cinese Dong Bangyun, quello che voleva accreditarsi come il vero capo della comunità e probabilmente lo è, venne a sapere che il suo telefono era sotto controllo, grazie a qualche parola sfuggita a un poliziotto. Dong decide di prendere il toro per le corna e chiede un incontro all'ispettore Salinardi della Mobile per capire che cosa sta succedendo. «Lui ce l'ha con me perché noi siamo i capi di qui e quindi se gli riesce di fare qualcosa fa bella figura» dice Dong in macchina a un amico. L'incontro, concordato dal poliziotto con la Procura, viene fissato in un bar di via dei Fossi e il cinese viene rassicurato che non c'è niente su di lui. Alla fine offre un cesto regalo, che ovviamente viene rifiutato. La talpa è poi stata individuata e passerà qualche guaio.

Le vanterie. Lo stesso Dong, la sera del 15 dicembre, chiama una sua amica in Cina e si vanta di quello che è riuscito a fare. Poche ore prima è stato fermato ubriaco al volante e grazie all'intervento del vicequestore Fabio Pichierri non gli hanno fatto niente: «Ai poliziotti ho detto "ma volete morire?". Voi non sapete chi sono io. Ho telefonato in Questura e ho risolto. Se fossi stato una persona qualunque mi avrebbero ritirato la patente». Tra le vanterie di Dong c'è anche quella di avere una parente che fa l'interprete per la polizia. Ma se la deve vedere anche col fisco per una presunta evasione dell'Iva.

Tensione tra poliziotti. Al vicequestore Pichierri viene contestato un altro episodio significativo. A fine 2008 vengono fermati due cinesi amici di Dong, anche loro ubriachi al volante. I poliziotti della volante vogliono procedere anche per resistenza, ma su intercessione di Dong, Pichierri dice agli agenti di fare soltanto la multa. Il capopattuglia però non gli ubbidisce e scatta la denuncia. Informato il giorno dopo, il vicequestore si arrabbia e nei giorni seguenti invia una segnalazione disciplinare al questore, poi chiama il suo sottoposto in ufficio e lo redarguisce pesantemente. I due agenti della volante verranno definiti a voce «due coglioni». Forse è stato questo ad aver dato più fastidio ai colleghi che intanto stavano indagando su di lui.

Ricchezze improvvise. La posizione più delicata è quella dell'assistente capo Michele Passeri, difeso da Andrea Pagnini e rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove oggi verrà interrogato dal gip del posto. Secondo la Procura, insieme alla moglie Daniela Ognibene che lavora con lui all'Ufficio immigrazione, avrebbe creato una gestione parallela delle pratiche per favorire il gruppo dei facoltosi amici di Dong Bangyun e Ye Zhouwen. Con stipendi che non arrivano ai 2.000 euro mensili, Passeri in tre anni, dal 2004 al 2007, ha cambiato macchina tre volte: prima una Mercedes classe C, poi una Bmw, infine un'altra Bmw 530 da 51.500 euro. Possiede anche una Harley Davidson da 21.000 euro e recentemente ha comprato una casa di otto vani sulla quale è acceso un mutuo di 100.000 euro. Dagli accertamenti bancari è emerso che i coniugi in certi mesi non facevano nessun prelievo, come se potessero contare su entrate in contanti.

I carabinieri del Nas. Enrico Ostili e Giuseppe Brucculeri finiscono per caso nell'inchiesta. Li incastra una telefonata del 25 novembre 2008 di Dong Bangyun che cerca Brucculeri e poi parla con Ostili di una «visitina» alla tavola calda di Dao Xiang Yuen in via Pistoiese 177. Segue un elenco di numerosi interventi coi quali i due carabinieri avvertirebbero cinesi amici di controlli imminenti, compreso uno al ristorante Hong Kong di Dong, di cui poi riferiscono in maniera incompleta al magistrato titolare del fascicolo. Secondo la Procura hanno ricevuto in cambio borse, cinture e cellulari, non tutti di loro gradimento. Di un paio si lamentano: «E' una cagata, due megapixel». In un' occasione portano un regalo dei cinesi a un collega non identificato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web