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Prato

LA SVOLTA

«Cari cinesi, assumete gli italiani»

Paolo Nencioni /
In alto l’incontro in Comune A sinistra l’ambasciatore col presidente Lamberto Gestri
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In alto l’incontro in Comune A sinistra l’ambasciatore col presidente Lamberto Gestri

La saletta dei matrimoni del Comune evidentemente non è stata scelta a caso per la conferenza stampa al termine dell'incontro tra il sindaco Roberto Cenni e l'ambasciatore cinese in Italia Sun Yuxi, perché quello che è andato in scena ieri mattina è stato un vero e proprio idillio

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PRATO. La saletta dei matrimoni del Comune evidentemente non è stata scelta a caso per la conferenza stampa al termine dell'incontro tra il sindaco Roberto Cenni e l'ambasciatore cinese in Italia Sun Yuxi, perché quello che è andato in scena ieri mattina è stato un vero e proprio idillio.

Dopo le dure parole pronunciate dall'ambasciatore un mese fa, all'indomani dell'ennesimo controllo delle forze dell'ordine alle aziende cinesi di Prato, quando il diplomatico chiese maggiore cautela nelle procedure e più uguaglianza tra italiani e cinesi, ieri Sun Yuxi ha usato tutt'altro tono e tutt'altra sostanza.
I controlli alle ditte cinesi? «Sono essenziali, e i modi sono affare delle autorità locali. Anche noi in Cina adottiamo misure del genere, dunque pieno appoggio a quello che si sta facendo a Prato».

Il rispetto delle regole? «Colgo l'occasione per fare un appello ai miei connazionali: rispettate le leggi italiane. Dalle autorità locali mi aspetto solo che oltre ai controlli vengano prese altre misure per accelerare l'integrazione sociale. Inoltre è importante far sapere ai cinesi che cosa è reato per ottenere il rispetto delle regole. E auspico che vengano rispettati i diritti legali (Sun preferisce non parlare di diritti umani, ndr)». E ancora: «I cinesi devono imparare l'italiano per comunicare meglio (ma lui non ne sa nemmeno una parola, ndr) e rispettare leggi e usanze locali».

Musica per le orecchie del sindaco Cenni, che infatti rilancia: «Se i due distretti paralleli, quello cinese e quello pratese, iniziano a collaborare, Prato può diventare la città della moda più importante dell'Europa. Vogliamo guardare al futuro, perché nessuno vuole lasciare le cose così come stanno».

Fatta la tara sui convenevoli, la sostanza dell'incontro però è forse un'altra ed è fatta di due cose. Primo: l'ambasciatore Sun auspica che le ditte cinesi presenti a Prato assumano sempre più italiani, nel tessile e negli altri settori, come già accade per esempio a Napoli. Secondo: lo stesso ambasciatore, prossimo a tornare in Cina, si attiverà per favorire investimenti a Prato da parte di multinazionali cinesi in settori tecnologicamente avanzati. Anche di questo ci sono esempi in altre regioni italiane. E Cenni coglie la palla al balzo: «Se i cinesi cominciano ad assumere gli italiani è sicuramente un passo avanti, anche per garantire i diritti dei lavoratori nelle aziende».

Sulla questione più spinosa dei clandestini, a parole sono tutti d'accordo. Sun Yuxi rimanda a un negoziato in corso tra gli stati. Italia e Cina stanno trattando sui flussi migratori e da quel tavolo dovrà arrivare una soluzione. «Il governo cinese si oppone al fenomeno dei clandestini - spiega Sun - perché questo danneggia anche gli immigrati regolari. Per parte nostra siamo pronti ad accogliere i clandestini in patria». Più avanti, prima di mettersi a tavola insieme al sindaco, al presidente della Provincia Gestri e all'assessore regionale Salvadori, l'ambasciatore aggiungerà: «C'è tutto il nostro appoggio per l'identificazione dei clandestini, ma vedete, io sto a Roma e non posso essere al corrente di tutto quello che succede a Firenze». Più volte, infatti, la Questura si è lamentata per la scarsa collaborazione del console cinese a Firenze nelle procedure di identificazione.

C'è un'altra questione delicata, quella dell'evasione fiscale. Molti pensano che i cinesi evadano più degli italiani. Anche su questo l'ambasciatore è molto deciso, almeno a parole: «L'evasione c'è in tutto il mondo. Io, come rappresentante diplomatico, faccio un appello ai miei connazionali a rispettare le leggi e a pagare le tasse. Gli evasori devono essere puniti secondo la legge. Responsabilità delle autorità locali è informare correttamente sugli adempimenti».

Un'altra convinzione diffusa è che il governo cinese veda con favore l'emigrazione, regolare o clandestina che sia, perché serve a creare piattaforme per l'esportazione di merci cinesi in Occidente. «Le cose non stanno così - giura Sun - La politica del mio governo è favorire la penetrazione delle grandi aziende nei mercati esteri». Così facendo, magari salta fuori qualche posto anche per gli italiani. Se non sono soltanto parole, forse qualcosa sta cambiando.

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