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Prato

Don Simeon

«La mia verità in una lettera»

«La mia verità in una lettera»

Risponde al telefono, ma non vuole anticipare niente sui contenuti della lettera che lui, don Enhe Simeon, parroco di Santa Caterina de' Ricci, sta scrivendo in queste ore. Un intervento in prima persona per spiegare il perché abbia deciso di negare il funerale a un povero defunto

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PRATO. Risponde al telefono, ma non vuole anticipare niente sui contenuti della lettera che lui, don Enhe Simeon, parroco di Santa Caterina de' Ricci, sta scrivendo in queste ore. Un intervento in prima persona per spiegare il perché abbia deciso di negare il funerale a un povero defunto.

L'uomo in punto di morte aveva dichiarato di non credere in Dio, rifiutandosi di prendere la benedizione pasquale. E nemmeno gli importa se la sua decisione ha fatto andare su tutte le furie i vertici della Curia. «So di aver agito nella convinzione e nel rispetto della fede - risponde il parroco nigeriano agli attacchi che gli vengono rivolti - mi ha dato più fastidio leggere le bugie dette dal vicario don Eligio Francioni. Ci siamo sentiti al telefono intorno alle 18.30 e la nostra conversazione non è durata più di cinque minuti. Mi ha detto dell'articolo che sarebbe uscito sul giornale il giorno dopo, ma non è vero che mi ha rimproverato». Il caso dunque non è chiuso, don Simeon deve ancora dire la sua, sta solo aspettando di parlare con i suoi parrocchiani. «Loro hanno il diritto di sapere per primi quello che penso di questa storia, perché finora - dice - hanno sentito soltanto una campana. La questione con la famiglia di Marcello Gori va avanti dal 2007... Per me la fede è una sfida, una sfida contro tutto quello che è incoerenza ragionata».

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