Sicurezza
LA VISITA DI MARONI
L'ambasciatore di Pechino a Prato
Paolo Nencioni
◗
Tavolo permanente sull’immigrazione in PrefetturaC'è più carota che bastone sul Tavolo permanente dell'immigrazione, che si è insediato ieri mattina in Prefettura alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni. Per una volta nelle parole del ministro è risuonata più la volontà di raggiungere una reale integrazione tra italiani e stranieri, coi cinesi in prima fila
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PRATO. C'è più carota che bastone sul Tavolo permanente dell'immigrazione, che si è insediato ieri mattina in Prefettura alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni. Per una volta nelle parole del ministro è risuonata più la volontà di raggiungere una reale integrazione tra italiani e stranieri, coi cinesi in prima fila, che l'accento sui temi della sicurezza e della legalità.
Un'impressione confermata dall'annuncio fatto dallo stesso Maroni durante la conferenza stampa in Prefettura. «Ho parlato col ministro degli Esteri Franco Frattini - ha detto il capo del Viminale - e mi ha confermato che il prossimo 12 marzo l'ambasciatore cinese in Italia verrà a Prato per incontrare il sindaco Cenni».
Un annuncio a sorpresa che ha ravvivato un appuntamento altrimenti quasi solo istituzionale. Dietro alla prossima visita dell'ambasciatore Sun Yuxi, spiega il Comune, c'è una lettera inviata a gennaio dal presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi al ministro Frattini, dopo le pesanti critiche mosse dal console cinese a Firenze, Gu Honglin, sulle modalità dei controlli alle aziende cinesi. Nei giorni seguenti anche l'ambasciatore Sun Yuxi pronunciò parole molto dure sui controlli e il sindaco Cenni rispose per le rime. «Bene che venga l'ambasciatore - ha commentato a caldo il sindaco - C'era bisogno di un chiarimento». Col console Cenni si è già chiarito nei giorni scorsi durante un pranzo riservato al ristorante Baghino. «L'ambasciatore - ha riferito Maroni - assicura il pieno sostegno del governo cinese a garantire il rispetto delle regole». Dichiarazioni di principio che poi dovranno trovare conferma nei fatti.
Quanto al Tavolo sull'immigrazione, sarà composto da 29 rappresentanti degli enti locali, degli uffici giudiziari, delle categorie economiche e sindacali, oltre ai vertici di Asl, Inps, Inail, Bankitalia. Il trentesimo componente è il prefetto Mario Morcone, che verrà da Roma quando si riterrà necessario. «La missione del Tavolo - ha spiegato Maroni - sarà di analizzare il fenomeno migratorio per trovare soluzioni e per accrescere il livello di coesione sociale sul territorio». Queste ultime parole il ministro le ha scandite due volte forse per far capire che non si risolve tutto con la repressione. Maroni ha avvertito che ci sarà bisogno di trovare altri soldi oltre ai pochi previsti dal Patto per Prato sicura, ma non ha detto dove si troveranno. Il Tavolo inoltre avrà la possibilità di formulare proposte di modifica a norme di legge. Per esempio, la revoca del permesso di soggiorno a chi sfrutta i lavoratori clandestini, come propone il sindaco, oppure, cosa di ieri, la modifica della norma che fa decadere il permesso quando lo straniero viene licenziato e non ritrova lavoro nel giro di sei mesi. La regola finora è stata applicata anche a chi veniva messo in mobilità, ma in questi casi i termini potrebbero essere allungati.
Per ora non ci sono commensali cinesi al Tavolo sull'immigrazione, ma presto potrebbero esserci, come chiede l'assessore regionale alle Politiche sociali Gianni Salvadori, per evitare di fare altre Chinatown (qui il sindaco l'ha ripreso, avvertendolo che i residenti di via Pistoiese si offendono quando loro zona viene chiamata Cinatown). «E' necessario evitare strumentalizzazioni di parte - ha commentato il presidente della Provincia Lamberto Gestri - Solo così si possono cambiare le cose e si dà sostegno all'azione delle forze dell'ordine».
Integrazione sì, ha poi chiarito il ministro, ma con una necessaria premessa: «La convivenza non è possibile se non c'è la condivisione dei principi etici. In altre parole, chi utilizza manodopera clandestina e non paga le tasse non può sperare di integrarsi».
Un'impressione confermata dall'annuncio fatto dallo stesso Maroni durante la conferenza stampa in Prefettura. «Ho parlato col ministro degli Esteri Franco Frattini - ha detto il capo del Viminale - e mi ha confermato che il prossimo 12 marzo l'ambasciatore cinese in Italia verrà a Prato per incontrare il sindaco Cenni».
Un annuncio a sorpresa che ha ravvivato un appuntamento altrimenti quasi solo istituzionale. Dietro alla prossima visita dell'ambasciatore Sun Yuxi, spiega il Comune, c'è una lettera inviata a gennaio dal presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi al ministro Frattini, dopo le pesanti critiche mosse dal console cinese a Firenze, Gu Honglin, sulle modalità dei controlli alle aziende cinesi. Nei giorni seguenti anche l'ambasciatore Sun Yuxi pronunciò parole molto dure sui controlli e il sindaco Cenni rispose per le rime. «Bene che venga l'ambasciatore - ha commentato a caldo il sindaco - C'era bisogno di un chiarimento». Col console Cenni si è già chiarito nei giorni scorsi durante un pranzo riservato al ristorante Baghino. «L'ambasciatore - ha riferito Maroni - assicura il pieno sostegno del governo cinese a garantire il rispetto delle regole». Dichiarazioni di principio che poi dovranno trovare conferma nei fatti.
Quanto al Tavolo sull'immigrazione, sarà composto da 29 rappresentanti degli enti locali, degli uffici giudiziari, delle categorie economiche e sindacali, oltre ai vertici di Asl, Inps, Inail, Bankitalia. Il trentesimo componente è il prefetto Mario Morcone, che verrà da Roma quando si riterrà necessario. «La missione del Tavolo - ha spiegato Maroni - sarà di analizzare il fenomeno migratorio per trovare soluzioni e per accrescere il livello di coesione sociale sul territorio». Queste ultime parole il ministro le ha scandite due volte forse per far capire che non si risolve tutto con la repressione. Maroni ha avvertito che ci sarà bisogno di trovare altri soldi oltre ai pochi previsti dal Patto per Prato sicura, ma non ha detto dove si troveranno. Il Tavolo inoltre avrà la possibilità di formulare proposte di modifica a norme di legge. Per esempio, la revoca del permesso di soggiorno a chi sfrutta i lavoratori clandestini, come propone il sindaco, oppure, cosa di ieri, la modifica della norma che fa decadere il permesso quando lo straniero viene licenziato e non ritrova lavoro nel giro di sei mesi. La regola finora è stata applicata anche a chi veniva messo in mobilità, ma in questi casi i termini potrebbero essere allungati.
Per ora non ci sono commensali cinesi al Tavolo sull'immigrazione, ma presto potrebbero esserci, come chiede l'assessore regionale alle Politiche sociali Gianni Salvadori, per evitare di fare altre Chinatown (qui il sindaco l'ha ripreso, avvertendolo che i residenti di via Pistoiese si offendono quando loro zona viene chiamata Cinatown). «E' necessario evitare strumentalizzazioni di parte - ha commentato il presidente della Provincia Lamberto Gestri - Solo così si possono cambiare le cose e si dà sostegno all'azione delle forze dell'ordine».
Integrazione sì, ha poi chiarito il ministro, ma con una necessaria premessa: «La convivenza non è possibile se non c'è la condivisione dei principi etici. In altre parole, chi utilizza manodopera clandestina e non paga le tasse non può sperare di integrarsi».
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