Gioco
PRATO
Lo "sceriffo" anti-clandestinivende casa a una famiglia cinese
Milone: nessuna contraddizione, ormai ero “accerchiato”
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PRATO. La sua missione - almeno da tre anni a questa parte - è "castigare" quei cinesi che vivono e lavorano nell'illegalità. Con questo mandato ha riottenuto, dopo una piroetta politica di 180 gradi, la delega alla Sicurezza dal nuovo sindaco di centrodestra di Prato Roberto Cenni, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo nella giunta di centrosinistra di Marco Romagnoli. E non c'è che dire, Aldo Milone si dà da fare.
Ma la sorpresa è datata 2006, anno nel quale già assessore ma con delega allo Sport, Milone ha venduto la sua villetta monofamiliare, due piani con vista sul verde e garage, a una famiglia di cinesi. L'atto è stato stipulato davanti al notaio il 24 luglio 2006, la registrazione nella banca dati dell'Agenzia del territorio è di un mese più tardi. Ad acquistare l'imprenditore confezionista, classe 1958, da più di venti anni a Prato, Guan Jaitan e consorte Wu Lingling.
Comportamento contradditorio? Milone nega. «Ero "accerchiato" - spiega l'assessore - perchè attorno a casa mia vivevano già altri cinesi. E poi l'unica offerta che mi è arrivata è stata la loro». E c'è da credergli perchè negli ultimi anni a Prato una buona fetta di affari è in mano alla comunità del "dragone". «Non ho mai detto - aggiunge Milone - che fosse sbagliato avere rapporti anche economici con cinesi regolari. Altra questione è la battaglia che conduco e che continuerò a portare avanti sulla legalità».
Di spunti per controlli, blitz, perquisizioni la linda villetta in via De Sanctis 78, nella prima periferia della città, pare non darne. Pulita, silenziosa, come tutti gli altri dieci terratetto equamente spartiti tra famiglie pratesi e famiglie cinesi che convivono pacificamente.
Ad ammettere di aver avuto un controllo «ma dalla Guardia di finanza, con una piccola multa» è proprio Jiatian, contitolare della Queen Fashion, una ditta confezioni medio-alte in una delle tante aree industriali di Prato conquistate dagli imprenditori della "terra di mezzo". «Sì ho comprato casa da Milone - racconta l'imprenditore cinese, ottimo italiano, padre di due figli ormai ventenni - Ma meglio non fare pubblicità».
Perchè, il prezzo è stato alto? «Di prezzo non parlo ma è stato equo. So chi è Milone - dice - è il capo della sicurezza della città. E' meglio che ognuno faccia il suo mestiere».
Ma la sorpresa è datata 2006, anno nel quale già assessore ma con delega allo Sport, Milone ha venduto la sua villetta monofamiliare, due piani con vista sul verde e garage, a una famiglia di cinesi. L'atto è stato stipulato davanti al notaio il 24 luglio 2006, la registrazione nella banca dati dell'Agenzia del territorio è di un mese più tardi. Ad acquistare l'imprenditore confezionista, classe 1958, da più di venti anni a Prato, Guan Jaitan e consorte Wu Lingling.
Comportamento contradditorio? Milone nega. «Ero "accerchiato" - spiega l'assessore - perchè attorno a casa mia vivevano già altri cinesi. E poi l'unica offerta che mi è arrivata è stata la loro». E c'è da credergli perchè negli ultimi anni a Prato una buona fetta di affari è in mano alla comunità del "dragone". «Non ho mai detto - aggiunge Milone - che fosse sbagliato avere rapporti anche economici con cinesi regolari. Altra questione è la battaglia che conduco e che continuerò a portare avanti sulla legalità».
Di spunti per controlli, blitz, perquisizioni la linda villetta in via De Sanctis 78, nella prima periferia della città, pare non darne. Pulita, silenziosa, come tutti gli altri dieci terratetto equamente spartiti tra famiglie pratesi e famiglie cinesi che convivono pacificamente.
Ad ammettere di aver avuto un controllo «ma dalla Guardia di finanza, con una piccola multa» è proprio Jiatian, contitolare della Queen Fashion, una ditta confezioni medio-alte in una delle tante aree industriali di Prato conquistate dagli imprenditori della "terra di mezzo". «Sì ho comprato casa da Milone - racconta l'imprenditore cinese, ottimo italiano, padre di due figli ormai ventenni - Ma meglio non fare pubblicità».
Perchè, il prezzo è stato alto? «Di prezzo non parlo ma è stato equo. So chi è Milone - dice - è il capo della sicurezza della città. E' meglio che ognuno faccia il suo mestiere».
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