Attenzione
le pagine da collezionare
Natalina, la regina del libro usato
Maria Lardara
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L’ottantenne Natalina Allegri negoziante di piazza S. DomenicoE' circondata da giovani negozianti cinesi «Mi offrono il cappuccino». «La mia fortuna - racconta - è stata quella di non avere concorrenti a Prato.
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PRATO. E' una delle ultime commercianti di piazza S. Domenico ma ritrovarsi con così tanti visi dagli occhi a mandorla non le fa né caldo né freddo. «I cinesi? Gente brava. Questi del bar accanto mi offrono sempre il cappuccino».
Perché in fondo, in trent'anni, piazza San Domenico, con il profilo inconfondibile della chiesa duecentesca, ha solo cambiato pelle ed è diventata più multietnica.
Negozi cinesi d'abbigliamento nascono come funghi nella zona. Ma chi ha la mania delle pagine da collezionare non ha smesso di bussare a questa porta (al numero civico 18), dove il corpo esile di Natalina Allegri, 88 anni nascosti in un fazzoletto ben annodato alla testa, spunta tra gli scaffali di libri polverosi che trasudano anni di storia. «La mia fortuna - racconta - è stata quella di non avere concorrenti a Prato.
Mio nipote ha un negozio di fumetti in piazza Ciardi, ma per la compravendita dell'usato è rimasta solo la mia bottega. L'unica in città». Ci resterà almeno finché lo permetteranno le gambe di questa vedova ottuagenaria, che nel 1980 si trasferì da Montespertoli nella città tessile insieme al marito, scomparso due anni fa. Gli affari vanno benino e la pensione a 88 anni... è ancora lontana. «Tiro avanti con quello che guadagno con il negozio. Ma devo pagare 300 euro al mese per l'affitto di questo fondo che non ha neanche i servizi igienici».
Meno male che Natalina abita a due passi dalla bottega (al numero 30) e non deve fare così troppa strada per tornare a casa. Uscio e bottega, come si suol dire. «Non mi piace la gente che s'aggira in questa piazza da una certa ora in poi», confessa la commerciante. La stoffa della venditrice non le manca e se potesse venderebbe anche alla luna. Difficile infatti abbandonare la sua bottega senza farsi convincere a frugare tra la sua merce. I clienti arrivano anche da Firenze e Campi Bisenzio, grazie al passaparola.
«Stamani è venuto anche un noto dottore dell'ospedale di Prato. È un appassionato di gialli Mondadori, quelli che vendo a 50 centesimi. Ma poi ci sono le casalinghe che impazzano per le collezioni Harmony a 25 centesimi. La spesa più alta è per un vocabolario Zanichelli che tengo in vetrina a 6.50 euro».
Eccola ieri mattina a contrattare l'ultimo affare con uno dei suoi fornitori di fiducia. E per "diversificare" la sua merce, ultimamente ha deciso di mettere in vendita anche giacche, stivali, persino quadri e soprammobili. Tutto rigorosamente usato. «In tempi di crisi, ci s'inventa di tutto»: Parola di Natalina.
Perché in fondo, in trent'anni, piazza San Domenico, con il profilo inconfondibile della chiesa duecentesca, ha solo cambiato pelle ed è diventata più multietnica.
Negozi cinesi d'abbigliamento nascono come funghi nella zona. Ma chi ha la mania delle pagine da collezionare non ha smesso di bussare a questa porta (al numero civico 18), dove il corpo esile di Natalina Allegri, 88 anni nascosti in un fazzoletto ben annodato alla testa, spunta tra gli scaffali di libri polverosi che trasudano anni di storia. «La mia fortuna - racconta - è stata quella di non avere concorrenti a Prato.
Mio nipote ha un negozio di fumetti in piazza Ciardi, ma per la compravendita dell'usato è rimasta solo la mia bottega. L'unica in città». Ci resterà almeno finché lo permetteranno le gambe di questa vedova ottuagenaria, che nel 1980 si trasferì da Montespertoli nella città tessile insieme al marito, scomparso due anni fa. Gli affari vanno benino e la pensione a 88 anni... è ancora lontana. «Tiro avanti con quello che guadagno con il negozio. Ma devo pagare 300 euro al mese per l'affitto di questo fondo che non ha neanche i servizi igienici».
Meno male che Natalina abita a due passi dalla bottega (al numero 30) e non deve fare così troppa strada per tornare a casa. Uscio e bottega, come si suol dire. «Non mi piace la gente che s'aggira in questa piazza da una certa ora in poi», confessa la commerciante. La stoffa della venditrice non le manca e se potesse venderebbe anche alla luna. Difficile infatti abbandonare la sua bottega senza farsi convincere a frugare tra la sua merce. I clienti arrivano anche da Firenze e Campi Bisenzio, grazie al passaparola.
«Stamani è venuto anche un noto dottore dell'ospedale di Prato. È un appassionato di gialli Mondadori, quelli che vendo a 50 centesimi. Ma poi ci sono le casalinghe che impazzano per le collezioni Harmony a 25 centesimi. La spesa più alta è per un vocabolario Zanichelli che tengo in vetrina a 6.50 euro».
Eccola ieri mattina a contrattare l'ultimo affare con uno dei suoi fornitori di fiducia. E per "diversificare" la sua merce, ultimamente ha deciso di mettere in vendita anche giacche, stivali, persino quadri e soprammobili. Tutto rigorosamente usato. «In tempi di crisi, ci s'inventa di tutto»: Parola di Natalina.
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