Italia
Il Presidente coni
Sport pratese sull'orlo del collasso
Alessandro Pattume /
Il presidente Coni: «Impianti non a norma si attendono risposte». «Se agli impianti pratesi venisse applicato il rigore che ogni domenica viene usato alla stadio, lo sport pratese si bloccherebbe di colpo».
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PRATO. Lo sport pratese è sull'orlo del collasso. Inutile girarci intorno. «Se agli impianti pratesi venisse applicato il rigore che ogni domenica viene usato alla stadio, lo sport pratese si bloccherebbe di colpo». Sono le parole con cui Massimo Taiti, presidente pratese del Coni, ha illustrato la situazione in commissione 5. Aggiungendo: «Il Coni aspetta ancora le risposte del Comune allo studio sugli impianti sportivi presentato nel settembre scorso».
Si tratta delle linee guida per l'adeguamento e lo sviluppo dell'impiantistica sportiva a Prato che, commissionato dal sindaco l'estate scorsa, il Coni presentò di gran carriera il 22 settembre. «La situazione fotografata da quel documento è ormai superata - ha spiegato Taiti a un'attonita commissione - sono passati sette mesi e il Coni attende di conoscere la strada che la nuova amministrazione intende percorrere. La piscina di via Roma, tanto per fare un esempio, è chiusa per i danni causati dal maltempo ma nemmeno quella di via Arcangeli riaprirà, perchè rifarla nuova costa meno che ristrutturarla.
Posso dire poi che in ogni struttura abbiamo rilevato barriere architettoniche e situazioni al limite dei regolamenti - ha continuato - e ci sono pure casi che i limiti li superano da anni, come la palestra di Santa Caterina, quella dove si allenava Jury Chechi. E' stata dichiarata inagibile costringendo l'Etruria a spostarsi, ma non è solo questo: la palestra infatti appartiene al Coni, che l'ha data in gestione al Comune che a sua volta l'ha affittata all'Etruria. Per il Comune si tratta di indebito arricchimento e solo perchè è una macchina enorme il Coni non se n'è accorto».
Ripensare lo sport. Non solo il Coni attende di conoscere le intenzioni del Comune sulla messa a norma degli impianti sportivi. Attende di conoscere come verrà ripensato tutto lo sport pratese. «Gli aspetti da affrontare sono tantissimi. Dall'oculatezza con cui dovranno essere gestiti gli impianti, per cui forse sarebbe ottimale ridurre a una le entità che se ne occupano attraverso un'associazione temporanea d'imprese, alle idee per la promozione dello sport giovanile per cui Prato, in passato, è stata un modello nel mondo.
E poi anche i grandi eventi sportivi - ha continuato - di cui dobbiamo tornare a calcolare l'indotto per comprenderne meglio la reale portata. Non è mia intenzione fare polemica ma negli ultimi anni l'assessorato allo sport è stato progressivamente trasformato in un sacco vuoto, senza strumenti e risorse - ha concluso - Invece Prato è una città affamata di sport e ha un gran bisogno di un assessore dotato di risorse».
Si tratta delle linee guida per l'adeguamento e lo sviluppo dell'impiantistica sportiva a Prato che, commissionato dal sindaco l'estate scorsa, il Coni presentò di gran carriera il 22 settembre. «La situazione fotografata da quel documento è ormai superata - ha spiegato Taiti a un'attonita commissione - sono passati sette mesi e il Coni attende di conoscere la strada che la nuova amministrazione intende percorrere. La piscina di via Roma, tanto per fare un esempio, è chiusa per i danni causati dal maltempo ma nemmeno quella di via Arcangeli riaprirà, perchè rifarla nuova costa meno che ristrutturarla.
Posso dire poi che in ogni struttura abbiamo rilevato barriere architettoniche e situazioni al limite dei regolamenti - ha continuato - e ci sono pure casi che i limiti li superano da anni, come la palestra di Santa Caterina, quella dove si allenava Jury Chechi. E' stata dichiarata inagibile costringendo l'Etruria a spostarsi, ma non è solo questo: la palestra infatti appartiene al Coni, che l'ha data in gestione al Comune che a sua volta l'ha affittata all'Etruria. Per il Comune si tratta di indebito arricchimento e solo perchè è una macchina enorme il Coni non se n'è accorto».
Ripensare lo sport. Non solo il Coni attende di conoscere le intenzioni del Comune sulla messa a norma degli impianti sportivi. Attende di conoscere come verrà ripensato tutto lo sport pratese. «Gli aspetti da affrontare sono tantissimi. Dall'oculatezza con cui dovranno essere gestiti gli impianti, per cui forse sarebbe ottimale ridurre a una le entità che se ne occupano attraverso un'associazione temporanea d'imprese, alle idee per la promozione dello sport giovanile per cui Prato, in passato, è stata un modello nel mondo.
E poi anche i grandi eventi sportivi - ha continuato - di cui dobbiamo tornare a calcolare l'indotto per comprenderne meglio la reale portata. Non è mia intenzione fare polemica ma negli ultimi anni l'assessorato allo sport è stato progressivamente trasformato in un sacco vuoto, senza strumenti e risorse - ha concluso - Invece Prato è una città affamata di sport e ha un gran bisogno di un assessore dotato di risorse».
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