Trasporti
DOPO LE MOLOTOV
Tensione tra italiani e nigeriani
Paolo Nencioni
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L’intervento della polizia ieri sera in via Magnolfi dove era iniziata una lite tra italiani e nigeriani«Vergogna! Vergogna! Voi italiani non ci volete, non volete negozi di neri in questa strada». La rabbia dei nigeriani esplode alle 18,40 in via Magnolfi, davanti a ciò che resta del minimarket bruciato venerdì sera da qualcuno che non è stato ancora identificato. Sul marciapiede opposto si è formata una piccola folla di passanti che osserva quello che sta accadendo
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PRATO. «Vergogna! Vergogna! Voi italiani non ci volete, non volete negozi di neri in questa strada». La rabbia dei nigeriani esplode alle 18,40 in via Magnolfi, davanti a ciò che resta del minimarket bruciato venerdì sera da qualcuno che non è stato ancora identificato.
Sul marciapiede opposto si è formata una piccola folla di passanti che osserva quello che sta accadendo nella corte interna al numero 22, proprio accanto al negozio bruciato. Due volanti della polizia e una pattuglia mista carabinieri-esercito sono impegnate a sedare una lite che è iniziata pochi minuti prima nella corte tra i residenti italiani e i nigeriani che sono venuti a portare via alcuni oggetti dal minimarket "Courage". L'intervento è stato richiesto dagli italiani, che dicono di essere stati aggrediti. In realtà non si è arrivati alle mani, ci si è limitati a una lite verbale anche se molto accesa, tanto che nessuno verrà denunciato.
Sembra che tutto sia iniziato quando i nigeriani hanno accusato gli italiani di aver mandato qualcuno a bruciare il negozio. Gli altri hanno risposto per le rime e la situazione è degenerata.
Intanto sul marciapiede opposto alcune decine di persone si fermano a curiosare ed è a questo punto che uno dei nigeriani, amico del titolare del negozio, perde la pazienza e urla il suo «Vergogna!» a chi lo sta a sentire.
Poi si calma e insieme agli amici spiega concitatamente perché i neri di via Magnolfi sono arrabbiati. Sospettano che sia italiana la mano che venerdì sera ha lanciato le due molotov contro il negozio (anche se ci sarebbe un testimianza, da verificare, che parla di due persone di colore). Dicono che la porta interna del negozio, inaccessibile dall'esterno, è stata trovata forzata. Ma potrebbero essere stati i vigili del fuoco a forzarla nelle operazioni di spegnimento dell'incendio. Non saranno questi particolari a far cambiare idea alla comunità nigeriana. «Qui la gente non ci ha mai potuto vedere - spiegano - Non vogliono negozi gestiti da neri in questa strada. Non è razzismo questo?». L'attentato incendiario di venerdì notte, qualsiasi sia la mano che ha tirato la molotov, ha già ottenuto un risultato: si è allargato il solco tra bianchi e neri.
Sul marciapiede opposto si è formata una piccola folla di passanti che osserva quello che sta accadendo nella corte interna al numero 22, proprio accanto al negozio bruciato. Due volanti della polizia e una pattuglia mista carabinieri-esercito sono impegnate a sedare una lite che è iniziata pochi minuti prima nella corte tra i residenti italiani e i nigeriani che sono venuti a portare via alcuni oggetti dal minimarket "Courage". L'intervento è stato richiesto dagli italiani, che dicono di essere stati aggrediti. In realtà non si è arrivati alle mani, ci si è limitati a una lite verbale anche se molto accesa, tanto che nessuno verrà denunciato.
Sembra che tutto sia iniziato quando i nigeriani hanno accusato gli italiani di aver mandato qualcuno a bruciare il negozio. Gli altri hanno risposto per le rime e la situazione è degenerata.
Intanto sul marciapiede opposto alcune decine di persone si fermano a curiosare ed è a questo punto che uno dei nigeriani, amico del titolare del negozio, perde la pazienza e urla il suo «Vergogna!» a chi lo sta a sentire.
Poi si calma e insieme agli amici spiega concitatamente perché i neri di via Magnolfi sono arrabbiati. Sospettano che sia italiana la mano che venerdì sera ha lanciato le due molotov contro il negozio (anche se ci sarebbe un testimianza, da verificare, che parla di due persone di colore). Dicono che la porta interna del negozio, inaccessibile dall'esterno, è stata trovata forzata. Ma potrebbero essere stati i vigili del fuoco a forzarla nelle operazioni di spegnimento dell'incendio. Non saranno questi particolari a far cambiare idea alla comunità nigeriana. «Qui la gente non ci ha mai potuto vedere - spiegano - Non vogliono negozi gestiti da neri in questa strada. Non è razzismo questo?». L'attentato incendiario di venerdì notte, qualsiasi sia la mano che ha tirato la molotov, ha già ottenuto un risultato: si è allargato il solco tra bianchi e neri.
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